martedì 18 giugno 2013
Una nuova avventura
E’ iniziata con una dermatite molto strana, localizzata ai gomiti, che apparivano gonfi e “gommosi”. Tempo fa avevo notato che sui gomiti le erano comparse delle piccole croste biancastre, ma pensavo fosse dovuto al punto di contatto col terreno, dove si appoggiava quando si sdraia. Poi la pelle è diventata sempre più rossa e si sono formate delle lesioni, come delle abrasioni. Abbiamo tentato, con la veterinaria, di trattarla come dermatite atopica ma era davvero molto strana e non riuscivamo a vedere miglioramenti. Dopo una settimana ho telefonato alla veterinaria perchè mi pareva che Judi avesse qualcosa che non andava e al telefono le dicevo che sembrava facesse molta difficoltà a muoversi, “come se avesse l’artrite”. A queste parole la bravissima Franca, la nostra super veterinaria, mi ha detto che dovevamo vederci in ambulatorio, perchè aveva un sospetto…
Il test è risultato positivo, non c’erano più molti dubbi, quindi analisi del sangue, delle urine e tutto l’ambaradan. Pare che (per ora) i reni funzionino bene, e quindi abbiamo iniziato subito la terapia:
2 iniezioni al giorno che le devo fare io, per 28 giorni e una pastiglia per 6 mesi
Ieri, dopo i primi giorni in cui ci sentivamo quotidianamente al telefono e dopo una iniezione di cortisone domenica mattina, perchè non riusciva più ad alzarsi, abbiamo fatto una visita di controllo, dopo circa 10 gg di terapia. Ha messo su un kg in poco più di una settimana (ne aveva persi 4!), l’appetito è sempre ottimo, reagisce alle cure e pare che la dermatite stia, anche se molto lentamente, migliorando. Almeno i gomiti non sono più gonfi, anche se rimane ancora infiammata la zona.
Sono moderatamente ottimista, la vitalità è discreta e talvolta è proprio bella vispa, ma la malattia è una cosa seria e questa sarà forse l’avventura più importante della sua vita.
Vi aggiornerò presto
Neve...
Judi si è ambientata subito nel paesaggio alpino e ha iniziato fin dal primo giorno a sguazzare felice nella neve, pareva proprio raggiante. In albergo è stata bravissima e alla sera era sempre la più ammirata da tutti nella saletta del camino dove andavamo a leggere e a rilassarci.
Le passeggiate la eccitavano tantissimo ma dovevamo sempre essere tutti sotto il suo controllo visivo, altrimenti andava in ansia se spariva un componente della famiglia, e non dava pace finchè non ricompariva. Dopo una lunga camminata in salita io e Ele siamo tornati giù con lo slittino, mentre Anna rientrava insieme a Judi a piedi. Ebbene finchè non ci ha ritrovati tutti insieme era in ansia pazzesca. E' proprio un pastore...
sabato 13 agosto 2011
Alpe di Lemna (CO)
Ancora una gita fuori porta, organizzata in fretta. Diego mi chiama e mi invita a fare una gita vicino a loro, destinazione Alpe di Lemna, sopra al paese di Faggeto Lario, circa un’oretta di camminata.
Preparo i panini, organizzo la giornata con le figlie e parto!
Giornata splendida, Judi in gran spolvero e nipoti molto eccitati!
Il posto che raggiungiamo è bellissimo, sembra di essere a Masanti: enormi faggi su un alpeggio che mi ricorda molto il nostro Pian da Iass (come si scrive??), con tanto di cavalli al pascolo brado. Ho capito perchè a Indio piace tanto questo posto…
Il posto è incantevole, e siamo da soli! Ci godiamo il silenzio e il sole. I bambini giocano arrampicandosi sugli alberi, una poiana volteggia pigra, i cavalli pascolano…. sembra di essere giunti ad un piccolo paradiso… parliamo poco, siamo senza parole…..
Mangiamo tutti seduti attorno ad un telo posato sull’erba, attorno a noi un bellissimo panorama, il clima è rilassato. Poi ognuno di noi si ritira in un proprio spazio: i bambini giocano in uno stagno, io ed Ele rimaniamo con Judi a giocare, altri dormono poco lontano…. meraviglioso… anche se riesco per un pelo ad impedire a Judi di rotolarsi su una montagna fumante di sterco di cavallo fresco… per un pelo!

Epilogo
questa mattina porto Judi a fare un bel giro nei campi. E’ felice, corre come una matta qui e là, poi sparisce per qualche minuto e mi ricompare vicino scodinzolando allegra. La guardo e mi sento male: me l’ha fatta! ci è riuscita! Si è finalmente rotolata su qualcosa di realmente nauseabondo, e si mette in mostra come se avesse appena fatto il bagno nello Chanel n°5…
Sono momenti che ogni padrone di cane ricorderà in eterno….
mercoledì 10 agosto 2011
Gita al lago d'Arpy

Il meraviglioso lago d'Arpy, presso la Thuile, con il Bianco, a sinistra, sullo sfondo
Il meteo dava finalmente tempo bello e stabile e noi volevamo provare a portare Judi a fare una camminata in montagna, quindi programmiamo tutto, panini, zaini, pile (si legge “PAIL”…), scarponcini ecc. Meta: il colle san Carlo in val d’Aosta, da cui parte il sentiero facile per il lago d’Arpy, nelle vicinanze di La Thuile.
Partenza di mattina presto (si fa per dire…), viaggio perfetto in una autostrada quasi deserta e arrivo al colle dove troviamo centinaia di auto parcheggiate! Ma con un po’ di culo troviamo subito parcheggio proprio di fronte all’attacco del sentiero. Judi scalpita, e affronta la salita come se tirasse una slitta finlandese tutta da sola…
Incrociamo decine di famigliole con bimbi e tanti tantissimi cagnolini e cagnoloni. Judi inizia a sentirsi a proprio agio, anche se continua a tirare come un Husky, e talvolta si sofferma anche ad annusare i tanti, nuovi, odori. Buon segno. La passeggiata continua con un crescendo di piacere e in circa un’oretta siamo arrivati. Il lago è incantevole, ma l’aria è decisamente frizzante, per non dire… fredda!!
Arrivati al lago cerchiamo un angolo un po’ più riparato dal vento gelido e riusciamo a trovare un posticino niente male. Appena Ele sistema il telo sull’erba Judi ritiene che una tale gentilezza sia rivolta a lei e quindi si siede bellamente al centro del telo strappandoci una sonora risata collettiva.
Cerco a fatica di conquistare un angolino del telo e come risposta Judi si SDRAIA proprio di fianco a me occupando quasi tutto lo spazio disponibile, ed Ele decide di immortalare la scena!
Judi non disdegna neppure di farsi un bagnetto nel lago ghiacciato, ed è pure felice come una pasqua!
Ancora una foto e si rientra. Una lunga passeggiata e siamo alla macchina, e decidiamo di passare da La Thuile per fare un giro in centro e magari prenderci un gelato. Optiamo invece, data la temperaturina non proprio calda, per una meravigliosa cioccolata calda con panna montata. Chiediamo al proprietario se possiamo entrare col cane e ci dice che non ci sono problemi. Judi è meravigliosa, come sempre. Ci sediamo al tavolino, lei si sistema ai miei piedi e dopo pochi secondi si sdraia a terra perfettamente rilassata. Come non averla. Alla fine risaliamo in macchina e dopo i primi tornanti già dormono tutti.
Come ogni viaggio mi trovo da solo a guidare, da solo coi miei pensieri, mentre la mia famiglia dorme tranquilla. Judi compresa.
E come sempre mi capita, provo una piacevole sensazione…
mercoledì 26 maggio 2010
La prima volta non si scorda mai...
nella foto: Judi gioca a nascondino nel grano ormai altoSiamo in pieno periodo di "prime volte"!!
L'altro giorno, per la prima volta, Judi ha abbaiato quando mia figlia ha tentato di entrare in casa ma ha trovato la porta chiusa. Eravamo tutti sul divano, con lei spalmata sul tappeto, Ele era giù dal vicino a giocare con il piccolo Matteo. Quando è salita ha trovato la porta chiusa, e il rumore della maniglia che girava ha scatenato il deciso abbaio (si dice così?) di Judi, che poi si è tranquillizzata quando ha capito che era la Ele.
Ieri sera, per la prima volta, l'abbiamo liberata anche nella passeggiata serale.
Eravamo io, Anna e Ele, la serata era fresca e piacevole, la luna faceva una discreta luce quindi abbiamo deciso di fare una passeggiatina nei campi, senza allontanarci troppo. E l'abbiamo liberata.
Giuditta ci stava vicino ma era raggiante e lo si capiva: scodinzolava felice, correva e poi tornava da noi a farsi coccolare.
Giunti al limitare del boschetto che porta dall'apicultore abbiamo visto alcune lucine nel buio: LUCCIOLE!!! Per la prima volta in quest'anno ieri sera abbiamo anche incontrato questa meraviglia della natura. Allora ci siamo addentrati di più nel boschetto, giusto pochi metri e abbiamo visto decine di lucciole che uscivano lentamente dal bosco. Uno spettacolo magico. Per alcuni minuti siamo rimasti incantati, in silenzio, al buio, a gustarci questa magia!
Sulla strada di ritorno Anna ha proposto di tentare di rientrare a casa senza mettere il guinzaglio a Judi. Era veramente felice ieri sera e quindi poteva essere una buona occasione per fare un tentativo, tanto più che non c'era anima viva in giro (peggio per loro, non sanno quel che si perdono...). Judi è stata fantastica. E' venuta con noi e per la prima volta è rientrata a casa senza uso del guinzaglio. Immaginatevi le feste che le abbiamo fatto quando ha varcato la porta di casa!
mercoledì 19 maggio 2010
Giuditta cane da guardia
Aspettavo il momento in cui Judi avesse dato segni di territorialità e di protezione nei confronti del "branco" in cui vive, e ieri sera è accaduto. Vale la pena di raccontare quello che, agli occhi di un neofita, passerebbe come un banale episodio ma che, conoscendo la storia di Judi, assume invece un altro significato.
Di solito Judi passa le sue serate, mentre noi ceniamo, tranquillamente spaparanzata sul tappeto davanti al divano. Lì si stiracchia e se la dorme beatamente. Quando invece viene Alessandro a cena da noi (il ragazzo di mia figlia), Judi è sempre molto spaventata e chiede di andar fuori sul balcone, nella sua cuccia, dove finalmente si tranquillizza. Ieri sera invece, mentre i due ragazzi stavano al piano di sopra, lei gironzolava inquieta in cucina, dove invece non viene quasi mai, e mi stava particolarmente attaccata. Se mi spostavo dal lavello al frigor lei mi seguiva, se uscivo sul balcone a buttare la plastica mi veniva dietro, e così via. Egle impazziva e le soffiava come un cobra, anche perchè ha sempre considerato la cucina come un "suo" esclusivo territorio, ma io non ci badavo, anche perchè la cucina era un po' affollata, con Anna e Ele che si davano da fare.
Quando Ale è comparso alla fine della scala per venire a tavola io stavo sistemando qualcosa nel frigor e davo le spalle a Judi che, dietro di me, distava più di 5 o 6 mt da Ale, in quell'istante proprio al primo gradino della scala che porta al piano di sopra.
Ebbene Judi ha brevemente ringhiato verso di lui!
Era lontana da lui, e tra loro c'era anche il tavolone da pranzo, avrebbe potuto scappare via e invece se ne stava in mezzo a noi quattro ed ha ringhiato, ha mostrato di voler proteggere il branco!
All'inizio non ci ho fatto caso, ero girato, poi ho guardato Ale e gli ho chiesto se avevo sentito bene, se era vero che gli aveva ringhiato. Ebbene sì, l'abbiamo sentito solo io e lui da tanto era debole il ringhio ma era vero!
Io l'ho accarezzata e tranquillizzata e ho detto ad Ale di far finta di niente, non guardarla assolutamente e ignorarla nel modo più assoluto, come se non esistesse, e di mettersi a tavola vicino a me. Se avesse dato ancora altri segni di aggressività sarei intervenuto io.
Judi invece si è tranquillizzata subito, e non si è più allontanata. E' rimasta per tutta la cena sotto il tavolo, tra le nostre gambe, compreso quelle di Ale, al quale non ha più rivolto nessun cenno. E' rimasta tranquilla tutta sera sotto il tavolo a dormicchiare, con le gambe di Ale a pochi centimetri da lei!!! Tranquilla e senza il minimo segno di aggressività, ma neppure di paura.
Come se quel piccolo segno di orgoglio o coraggio o autostima che ha fatto, l'avesse resa più sicura e meno paurosa.
E' sicuramente positivo tutto ciò che è successo, anche se ora occorrerà stare attenti al fatto che Judi non si lasci "troppo" prendere dal senso di protezione nei nostri confronti e di territorialità.
Mentre cresce sempre di più la sua autostima dovrà anche crescere la fiducia nei confronti degli altri, oppure, ed è quello che cerchiamo con l'addestramento di farle capire, quando è con il suo "capo-branco" non deve aver nulla da temere.
Per questo quando ha ringhiato io l'ho tranquillizzata e poi ho parlato con Ale e gli ho imposto di mettersi vicino a me. Tutta la scena, tradotta in linguaggio canino, significava:
Judi che ringhia e guarda Ale negli occhi "Hei, Ugo! C'è un estraneo pericoloso qui!"
Ugo che parla con Judi e la tranquillizza: "Brava Judi, adesso ci penso io! Ho visto! Non è pericoloso, ma lo controllo io stesso da vicino!"
Ale che non guarda mai Judi negli occhi: "tranquilla Judi, non ti affronto, non voglio essere pericoloso, me ne sto qui buono buono"
Risultato: Judi orgogliosa e tranquilla che dorme sotto il tavolo.
Non c'è male.
giovedì 11 febbraio 2010
Judi adolescente
La prima domenica di febbraio viene organizzata al mio paese la tradizionale corsa non competitiva per sentieri e campi della zona. Numerosi i partecipanti, e quindi particolarmente animati diventano i sentieri che abitualmente io e Giuditta frequentiamo. E Judi, è il caso di dirlo, si agita parecchio (sto usando un eufemismo) quando incrocia qualcuno. Quindi ho aspettato che il grosso della corsa passasse poi, spinto da un invitante sole, mi sono lanciato con Judi per il consueto giro domenicale, taglia extralarge. Dopo pochi metri ho preso Judi e le ho fatto un bel discorsetto: "ci sono in giro parecchie persone ma io ho fiducia (nel dirlo mi tremava la voce...) e ti libero, tu però fai la brava, non aver paura se incontriamo qualcuno e torna quando ti chiamo". Respiro profondo, dita incrociate, piccola invocazione al dio Pan e poi via. Libera!
Due secondi e ho capito subito che oggi non era giornata: invece di stare in zona l'adolescente inquieta ha iniziato a sgroppare di quà e di là felice e irresponsabile proprio come una quattordicenne. Si lanciava in corse da levriero, saltava come un'antilope, si rotolava nel fango come un'invasata. Mi costringo ad essere ottimista, caccio via i brutti pensieri e proseguo nella passeggiata, chiamandola ogni tanto, e lei segue, a distanza ma segue.
Ad un certo punto vede i tre labrador biondi a 200 mt, già incontrati altre volte, e si fionda da loro al galoppo. I miei fischi di richiamo cadono nel vuoto cosmico... Alla padrona del trio canino basta un semplice richiamo per mettere in riga i suoi (invidia pazzesca...), mentre Judi scodinzola intorno a loro muovendosi come una ballerina del Moulin Rouge, e fregandosene bellamente dei miei continui e crescenti richiami. Quando i tre labrador se ne vanno, intruppati e allineati come soldatini, Giuditta si gira e finalmente torna felice verso di me.
Il mio cuore di addestratore ferito si riempie di tardivo, ma piacevole, orgoglio: sta tornando verso di me! Torna verso di me!
Già......"VERSO" di me, non "DA" me!
Infatti arriva vicino a me, mi sfiora alla velocità della luce e si lancia lungo il sentiero. Rimango come uno scemo, col biscottino in mano, e inizia a montarmi una certa inquietudine. Non sono più tanto sicuro di riuscire a riprenderla oggi ma mi fingo indifferente, continuando a passeggiare. Arrivato alla fine del bosco delle meraviglie decido che è il momento di affrontare le mie paure e provo a chiamarla per legarla. Judi, ahimè, non ne vuole sapere. "Judi vieni qui!" Niente. "Judiii!" Niente! Un'adolescente che risponde sempre no! Uguale. Come se dicesse: "No, non ci vengo! Io voglio star qui a giocare!" Dopo due ore di tentativi infruttuosi, alle 12.15 decido di arrendermi e andarmene, nella speranza che Judi mi venga dietro fino a casa. Macchè... Mi guarda perplessa (mica te ne andrai veramente?) ma non si muove. Io oramai sono a casa, arrabbiato, depresso e deluso.
Entro in casa da solo e faccio in tempo a notare uno strano ghigno della Egle la quale, notando la mancanza del cane, si stira palesemente e con noncuranza riprende a dormire sul tappeto. Sulla testa aveva una nuvoletta con su scritto: "Ooh, meno male! Era ora che sparisse quella massa di pelo pulcioso!".
Alle 13.15 ci telefona Alessandra: "ma c'è Judi in mezzo al campo!". Proviamo a tornare al campo, anche se io sono demotivato e non vorrei neppure portare il guinzaglio. Appena arrivati la vediamo che gioca felice con Tesla e Anna mi dice di far finta che non sia successo nulla: "chiamala come se non la vedessi da un mese, e stai tranquillo". Siamo a più di 200 mt di distanza, io fischio UNA volta il suo richiamo, che ha imparato a riconoscere, e sta cretina d'una adolescente inquieta si lancia da me a farsi coccolare e accarezzare, sporca da far schifo, come se nulla fosse successo! Quasi volesse dire: "ciaooooo!! Finalmente sei arrivato!!!" Mi sciolgo come un gelato al sole, la mia arrabbiatura svanisce nel nulla, l'abbraccio, la bacio e la perdono all'istante.
Mi sto rimbecillendo del tutto...
domenica 7 febbraio 2010
Avvistamenti

nella foto: sua Maestà il Grignone dai capelli bianchi fa capolino dietro le colline di Montevecchia. Più in fondo, coperto di neve, il monte Legnone, forse... (foto scattata dal "campo delle stoppie")
Venerdì una fitta nevicata scesa nel pomeriggio ha coperto strade e campi della Brianza con almeno 10/15 cm di morbida neve. Alle 22.00, quando tutti dormivano e la pioggia mista a neve continuava a scendere, io e Judi ci siamo avventurati per il nostro territorio preferito, ed abbiamo avuto un incontro inaspettato. Al centro del campo, proprio dietro l'orto di Leonardo, c'era un animale grosso quanto un gattone, che si aggirava annusando quà e là. La visibilità era ottima, sul campo tutto bianco spiccava benissimo quest'animale distante circa 80 mt da noi.
Judi tirava come una matta e allora ci siamo lanciati all'inseguimento nel campo, proprio quando ho realizzato che si trattava indiscutibilmente di una volpe! La coda grossa e lunga tanto quanto il corpo, il musetto sottile e le orecchie dritte non lasciavano dubbi. E'una volpe! E a meno di 150 mt da casa mia!
Era intenta ad annusare e noi eravamo sottovento, così ci siamo avvicinati a circa 20 mt da lei, quando ci ha visto ed è scappata verso il boschetto delle meraviglie.
Io e Judi abbiamo osservato a lungo tutte le sue numerose tracce lasciate nella neve fresca e ci siamo divertiti a ripercorrere il suo itinerario. Giuditta infilava il muso praticamente in ogni sua impronta. Così ho scoperto che era un po' che girava nei dintorni, e che era andata anche al cascinotto di Bruno (quello della famosa "gabbia"...) e vicino agli orti, a ridosso della strada. Pochi metri prima della case! Si spiega anche il ritrovamento, nel mese di dicembre, di una pelle di lepre da riproduzione, interamente spolpata. I paesani e i cacciatori, informati del ritrovamento, avevano subito sentenziato che si trattava certamente del lavoro di una volpe.
Avevo già visto un paio di volte la volpe lo scorso anno, sempre con la neve, sulla strada che attraversando i campi porta a Bellusco, alcuni km più a est. Mai però così vicino al nostro paese.
Ieri mattina il secondo avvistamento di animali.
Ale mi aveva detto della presenza di un grosso rapace in zona, probabilmente una poiana, avvistata sia da lei che da Erica in una zona vicino al campo delle stoppie, uno dei luoghi di gioco preferito da Judi. Quindi ogni volta che passavo da quelle parti facevo molta attenzione, ma non ero mai riuscito a vederla.
Ieri mattina invece l'ho vista! Era intenta a cercare cibo in una zona dove il proprietario del terreno ha l'abitudine di gettare l'erba tagliata, letame o avanzi di vegetali. L'ho vista chiaramente volar via velocemente ma restando sempre molto bassa sul terreno, quasi non volesse esporsi alla vista. Pochi attimi ed era già svanita nel bosco di robinie. Era di color marrone, con un'apertura alare impressionante. Judi invece non ha visto nulla, era troppo intenta a cercar topolini sottoterra.
La giornata di oggi, domenica, merita invece un post a parte, che verrà pubblicato nei prossimi giorni. Judi ha fatto una scappatella di alcune ore....
domenica 24 gennaio 2010
Scavare che passione!
Giuditta, come tutti i cani, ama scavare. E' capace di passare parecchi minuti in una specie di trance, scavando come un ossesso. Non so quanto il piacere sia dovuto alla "caccia" di qualche animaletto che vive sottoterra oppure sia dovuto allo scavare in se stesso. Propendo per quest'ultima ipotesi. Guardandola bene si osserva che prova un gusto particolare nello scavare, anche se non trova mai nulla. Peccato che avevo proprio finito da poco di lucidarle il pelo!
Ieri siamo andati dall'addestratore. Pierangelo è il responsabile dell'addestramento cani della protezione civile (se ho capito bene), e a Lomagna organizzano un corso che partirà a metà febbraio. Data la vicenda particolare di Judi ha preferito darle un'occhiata prima di decidere se farle praticare il corso o no, quindi ci siamo recati ieri presso il centro di Lomagna dove si stava effettuando l'esame finale dei partecipanti al corso iniziato a settembre e che si è chiuso adesso.
Le condizioni non erano certo delle migliori per Judi: decine di cani, molti dei quali urlanti ed esagitati. Padroni chiacchieroni che cercavano di avvicinarsi per toccarla: "ma che bella! ma che bella!" Lei che tirava come un mulo e avrebbe voluto scomparire sottoterra. Comunque in questo caos Pierangelo le si è avvicinato, l'ha accarezzata con calma, mi ha preso il guinzaglio e se l'è portata da parte, le ha parlato dolcemente carezzandola a lungo, ha tentato di darle un succulento bocconcino (che lei ha sdegnosamente rifiutato), poi me l'ha riportata dicendomi che l'esame è andato bene: potrà frequentare il corso! Judi sembrava aver capito, perchè si rilassata a tal punto che ha fatto proprio lì vicino una delle sue memorabili cacche da Kilo, che il sottoscritto ha dovuto raccogliere ed infilare in un cestino. Rientro a casa e lunga passeggiata con me e Anna nei suoi boschi preferiti, dove abbiamo iniziato a lasciarla un po' libera (incrociando le dita e solo per pochi minuti). Abbiamo giocato col mio guanto, abbiamo corso a perdifiato e poi abbiamo incontrato Tesla e l'abbiamo lasciata libera, anche se avevamo una paura folle. Un successone: siamo riusciti a riportarla a casa!
Ah, dimenticavo: ha iniziato ad accettare i biscottini anche dalla mano della Ele e dell'Anna !
sabato 16 gennaio 2010
Le carezze a Giuditta
Nel pomeriggio siamo andati all'area cani di Merate insieme a Tesla e alla sua padrona. Le due bestiole sono salite in auto felici come una pasqua, e arrivati alla area attrezzata hanno iniziato a correre allegramente. Era la prima volta che lasciavamo libera Giuditta e c'era molta preoccupazione su come si sarebbe comportata. Ha risposto in maniera fantastica alle nostre aspettative: ha giocato, corso e saltato, ha fatto una bella cacca e tornava sempre da noi a prendere le coccole. Bravissima.
Solo che ci sono stati un po' di incidenti che potremmo chiamare "effetti collaterali".
Un labrador nero scatenato come una furia ha fatto letteralmente volare per aria la mia Eleonora, buttandola giù come se fosse un birillo del bowling. Solita scena di panico: andiamo a casa, ho paura ecc. ecc. Si è calmata a fatica. Il labrador nero invece non si è calmato affatto. Continuava ad importunare Tesla in maniera assillante e lei era letteralmente terrorizzata, non giocava e si nascondeva sotto la panchina. Dopo un'ora di strazio abbiamo deciso di rientrare.
Abbiamo anche visto un pastore maremmano puro, una femmina di nome Joko di 16 mesi, ed abbiamo capito quanto è grosso rispetto alla nostra Giuditta: il doppio!
Rientrati a casa abbiamo deciso di fare un giretto a Vimercate, per abituare Giuditta al contatto con la gente, ma non sapevamo che c'era la fiera di sant'Antonio. Risultato: centinaia di persone molte delle quali cercavano di accarezzare un animale terrorizzato che tentava di strisciare per terra, credendo forse di spacciarsi per un topolino invisibile.
Arrivati al chiosco dei tortelli, mentre eravamo indaffarati a comprare e contemporaneamente mangiare questi meravigliosi tortelli con l'uvetta, sentiamo dietro di noi due persone che fanno i complimenti a Giuditta mentre l'accarezzano, e lei che si lascia coccolare tranquillamente. Ci giriamo e ci accorgiamo che una di queste persone era Vladimir Luxuria.
Giuditta, stai diventando una VIP!
domenica 27 dicembre 2009
Presa!
Ma andiamo con ordine. Ci eravamo lasciati con la gabbia innestata a "scatoletta". Non è difficile capire che il giorno seguente, la vigilia di natale, abbiamo trovato la gabbia vuota, come vuota era anche la scatoletta, LECCATA fino all'ultima molecola di cibo. Dopo un breve consulto col suocero decidiamo di mettere un bel pezzo di carne crudo LEGATO alla corda, in modo da costringerla a tirare con forza, lubrifichiamo il meccanismo e ci allontaniamo. Era ormai buio quando sentiamo chiaramente scattare la gabbia, e un cane che abbaia per due o tre volte. Ci avviciniamo lentamente con la pila e vediamo la gabbia. E' chiusa! Ed è VUOTA! Di Giuditta nessuna traccia. Ci avviciniamo per guardare meglio e tutto ci appare chiaro: la corda con la carne è stata tirata dall'esterno della gabbia! probabilmente aveva fiutato il tranello e ha tirato la corda infilando la zampa fra le grate, cercando di tirar fuori la carne. Quando l'ha tirata forte la gabbia è scattata ma lei era fuori, si è spaventata ed è scappata abbaiando. Che furba!
Rimettiamo in posizione la gabbia ma questa volta mettiamo degli ostacoli dietro la gabbia, in modo che non possa tirare fuori la carne. Ma oramai aveva imparato la lezione e non si è più avvicinata al cascinotto (ancora adesso, se passiamo da quel cascinotto si rifiuta con tutte le sue forze di avvicinarsi!).
Dopo due giorni infruttuosi il veterinario ci chiama e ci dice che proverà a sedarla, utilizzando il sedativo per cavalli. Il D-Day è fissato per domenica 27 dicembre. Oggi.
Questa volta il ciapa-can è da solo. Il suo compagno bovino è rimasto a casa, si sa che sotto natale i buoi sono molto impegnati, per via dei presepi viventi...
Si parte! Polpetta pronta e Alessandra si offre per portarla ("mi sento come Giuda..."). Judi mangia tranquilla.
Il veterinario è sicuro: "fra 15 minuti farà effetto".
Dopo 1 ora Giuditta è lì che gioca allegra e felice con Tesla, davanti agli occhi di mezzo paese che nel frattempo si è riunito nei campi. Io sono scolsolato, ma decido di prendere al volo l'offerta di Livio che si dichiara disponibile ad andare a prendere le chiavi dell'orto. Potremmo provare ancora a farla entrare lì e poi catturarla, poichè l'orto è interamente recintato.
Viene precettata Federica, la quale giunge con i suoi beagle, viene fatta entrare nell'orto e libera i suoi cani, mentre lei si nasconde nel cascinotto. Tutti corrono a nascondersi, Livio è pronto a balzar fuori dal bosco per chiudere il cancello dell'orto. Il paese intero, o quasi, osserva commentando. Qualcuno segue la cattura dalla finestra (ovviamente tifando per Giuditta).
I beagle sono liberi nell'orto, Giuditta li guarda da fuori ma si capisce che ne è attirata, si avvicina.... entra nell'orto, Livio è pronto a scattare ma lo devo fermare: uno dei due beagle è uscito, maledizione, e Judi gli è andata dietro! Sussurriamo a Federica, ben nascosta alla vista di Giuditta, di chiamarlo, e di fare presto! Si sente solo la voce di Fede che chiama: "Rex! Rex!" Tutti trattengono il fiato. Eccolo che torna dentro, ed ecco Giuditta che gli va dietro! E' dentro!
Livio finalmente scatta, raggiunge il cancello un attimo prima di Judi, che appena aveva intuito di essere in trappola, si era precipitata verso l'unica uscita disponibile. Ma troppo tardi. Quindi si siede e, con signorilità, aspetta di essere presa.
E qui si scatenano tutti! Il veterinario e l'accalappiatore che cercano di mettere ordine nel caos, i bambini che fanno a gara per accarezzarla (e lei si lascia fare senza opporre la minima resistenza), i vecchi che si congratulano tra di loro, Livio che, mi sembra giusto, ha l'onore di metterle il collare, Federica che l'accarezza continuamente.
Judi è spaventata, ovviamente, ma si lascia fare senza reagire, e questo è uno degli aspetti del suo carattere che più mi commuove. Io l'accarezzo dolcemente, ma sento nel suo irrigidirsi che per lei io non conto ancora nulla, dobbiamo conoscerci, siamo molto lontani uno dall'altra. Il veterinario mi invita a pensarci molto bene se vogliamo tenerla, e mi fa capire chiaramente che lui non è affatto d'accordo: "non è il tipo di cane che va bene per un appartamento".
E questa volta sono io a sperare che la sua sia una delle tante, innumerevoli e incredibilmente errate previsioni che sono state fatte in questa avventura.
mercoledì 23 dicembre 2009
Una gabbia per la belva

Passa martedì, e dei "ciapa-can" direbbe mio suocero, nemmeno l'ombra. Passa anche mercoledì mattina e ancora nessuno in vista. Siamo al 23 di dicembre e abbiamo il forte sospetto che i solerti dipendenti dell'ASL preferiscano lasciar passare le festività prima di agire. Allora Anna, alle ore 14.00 prende il telefono e chiama il veterinario: "mi scusi, cosa ne direbbe se domani, vigilia di natale, comparisse sul corriere un bell'articolo su come un povero cane venga lasciato solo in mezzo ai campi poichè i responsabili dell'ASL non vengono a prenderlo?". Anna gioca tutte le sue carte e fa cenno anche ad una povera bambina che aspetta il cane e così via.
Risultato: dopo un'ora sono davanti a casa mia sia i due accalappiatori sia il veterinario. Muniti di gabbia cattura-belve la spedizione si mette in moto verso i campi.
Arrivati sul posto notiamo che Giuditta ci osserva molto incuriosita, probabilmente sarà la cosa più ridicola che le capiterà di vedere in tutta la sua vita.
Il ciapa-can con la testa bovina porta la gabbia, ansimando come un ferro da stiro, e la posiziona in loco, sotto il cascinotto di Bruno, prontamente e precedentemente avvisato delle nostre intenzioni. Ora occorre piazzare il cibo che attirerà la belva. Il veterinario chiede se è stato portato il cibo e i due scienziati sorridendo dicono di averne una buona dose.
Occorre specificare che la gabbia era strutturata in modo tale da permettere all'animale di entrare, invitarlo ad afferrare il cibo collegato alla fune a sua volta attaccata ad un gancio che, una volta tirato, avrebbe fatto cadere a ghigliottina la chiusura, intrappolando l'animale.
Ovviamente l'animale doveva esercitare una discreta trazione sulla fune per far scattare la chiusura.
Quindi nel momento in cui i due ciapa-can hanno tirato fuori il "cibo" che avevano portato per innescare la trappola io e il veterinario ci siamo guardati negli occhi senza il coraggio di dire nulla: tra le mani stringevano una scatoletta di cibo per cani, umido. Ma non è finita.
Il più anziano fa un cenno col capo al bovino, probabilmente è abituato ad interloquire con lui utilizzando solo il linguaggio corporeo, invitandolo chiaramente ad entrare nella gabbia per sistemare l'esca. Operazione che a noi, data la stazza del bovino e la esigua grandezza della gabbia, pare impossibile. Lui si mette carponi, stringendo nelle mani tozze la scatoletta, e avanza sbuffando. Il ruminante procede strisciando come un marine ed arriva finalmente in posizione, ma si accorge che l'operazione di legare la scatoletta alla fune appare moooolto problematica. Ma va?
Inizia a sbuffare come una pentola a pressione, tentando in mille modi di legare la povera scatoletta alla corda.
Pare impossibile ma dopo 10 minuti circa ci riesce, in qualche modo, e sempre in qualche modo riesce pure a sgusciar fuori dalla gabbia gattonando a ritroso. Quando emerge è coperto di sudore, anche se ci sono 2 gradi, si prende una bella pacca sulla schiena dal suo capo, si avvia verso la macchina, si spiaggia sul sedile e dopo 2 minuti è già catatonico.
Noi ci avviamo sconsolati verso casa, è quasi buio e ormai dobbiamo solo sperare nella stupidità di Giuditta. La qual cosa, è tutta da dimostrare.
domenica 20 dicembre 2009
2° polpetta
Ecco di seguito i vari tentativi successivamente messi in atto:
- Tommaso che la rincorre per 10 minuti contando sullo sfinimento fisico, con esito negativo;
- Federica che sguinzaglia i suoi due beagle cercando di portarla in un giardino chiuso. Niente da fare.
- Il sottoscritto prova con Chiara un'altra manovra di accerchiamento ed arriva alla conclusione che occorrerebbero almeno una cinquantina di persone per compiere l'impresa.
Nel frattempo contattiamo l'ENPA che ci offre la possibilità di installare una gabbia per catturare animali selvatici. Proveremo anche questa.
Il veterinario dell'ASL, sentito al telefono, si dichiara ottimista: insistete e la prenderete per fame.
Inutile dire che questa è la previsione n°4. Errata, ovviamente.
sabato 19 dicembre 2009
1° polpetta
Ancora pochi passi e ci sono...
Giuditta probabilmente dormiva più per l'abbondante polpetta che per il sedativo, perchè a pochi metri da loro si alza elegantemente e si allontana trotterellando, senza mostrare il minimo fastidio.
Anna mi chiama per annunciarmi il fallimento dell'operazione e mi dice: "domani riproviamo con 9 pastiglie e dovremmo prenderla" Io le dico che se non ci dovessimo riuscire chiamiamo l'ENPA di Monza, che sono molto bravi, sono riusciti a prendere il beagle di Federica dopo 3 mesi di latitanza (nel dirlo mi sento un po' male...), e dovrebbero riuscirci"
E questa, ovviamente, è la terza delle previsioni sbagliate!
venerdì 18 dicembre 2009
Giorno 5° di latitanza...
Vado dalla Veterinaria, le racconto tutto e mi prescrive un sedativo che viene dato ai cani quando devono viaggiare. Si raccomanda di darne 4 di pastiglie. Fissiamo all'indomani, un sabato, il 1° tentativo. Prepareremo una polpetta con le pastiglie, la lasceremo mangiare in pace e quando si assopisce la prenderemo.
"Non preoccupatevi, al limite se non funziona provate a raddoppiare la dose e sicuramente la prendete. Mi faccia sapere"
E questa è la seconda delle errate previsioni...
lunedì 14 dicembre 2009
Viva la libertà!
Decidiamo di lasciarle un po' di cibo e quando cala il buio rientriamo.
Chissà dove andrà a dormire.
Scambio di telefonate con le operatrici del canile dove l'abbiamo presa che ci tranquillizzano: entro 2 o 3 giorni ce la faremo a prenderla!
Prima delle innumerevoli previsioni sbagliate.
sabato 12 dicembre 2009
L'arrivo di Giuditta
Tesla è una agitatissima cagnolina derivata da un border collie, e Giuditta mostra di gradire molto la sua compagnia. Vengono entrambe liberate e giocano felici per più di un'ora, mentre le signore chiacchierano amabilmente. Ma quando giunge il momento di tornare....
Giuditta decide che la sua nuova vita da cane libero non è per niente male, saluta i presenti e inizia a correre felice come una pasqua per i campi e i boschi di robinie.
Dopo tre ore di inseguimenti infruttuosi decidiamo di arrenderci, avvisiamo le volontarie che il LORO cane non ha la minima intenzione di farsi avvicinare da nessun essere umano e rientriamo arrabbiati e completamente ibernati a casa.
Del cane nessuna traccia...






