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lunedì 6 dicembre 2010

Finalmente l'Inverno



Lo so che può apparire strano, ma io e Judi non vedavamo l'ora che arrivasse l'inverno. Quelle belle giornate fredde, la neve, il camino che va in continuazione, mi danno un senso di pace che non provo in nessun'altra stagione. E adesso finalmente ci siamo. Le uscite nei campi sono proprio momenti di gioia, sia per me che per Judi, che corre come una matta mangiando tonnellate di neve. C'è poca gente in giro, se escludiamo i cacciatori che quest'anno non hanno ancora abbandonato i terreni e continuano imperterriti a sparare al nulla, e quindi si sta bene nei campi. L'erba ha smesso di crescere, i prati sono liberi e tutti i sentieri sono praticabili, a differenza dell'estate dove gran parte di essi erano invasi da ortiche alte come me, e andare in giro adesso è un vero piacere da intenditori. Anche perchè la natura ti regala immagini veramente poetiche...

Un'alba nella nebbia...

...e un tramonto brianzolo DOC...

Giuditta si sta lentamente, molto lentamente, riappropriando del suo carattere. Prima, pur giocando con tutti i cani, aveva perlopiù un atteggiamento remissivo, soprattutto se trovava qualche cane un po' aggressivo. Dopo una lunga terapia a base di gioco col sottoscritto, durata tutta estate, ho notato che Judi diventava sempre più sicura di sè. Nel gioco mi saltava addosso felice e sicura per cercare di prendermi gli oggetti con i quali la facevo giocare: legni, stracci, pannocchie, e anche le mie magliette che tenevo in mano! Chi mi avesse visto in quei momenti avrebbe potuto pensare che un lupo bianco stesse assalendo un uomo: mi abbaiava, saltava di quà e di là, correva come un'indemoniata in un gioco sempre più coinvolgente e "fisico". Quasi come se "facessimo la lotta"...
Verso la fine dell'estate, durante una passeggiata, sbucando da un boschetto si imbatte improvvisamente in Asia, un incrocio di pastore tedesco molto aggressiva, che le si lancia contro subito senza darle il tempo di scappare. Ebbene Judi ha tirato fuori i denti e si è lanciata in una bella rissa coi fiocchi e controfiocchi. Non si è affatto sottomessa, e per la prima volta da quando ce l'ho, ha tenuto testa perfettamente a quell'antipatica. L'ho vista proprio combattere per difendersi, è durato una manciata di secondi, poi è corsa subito da me, un po' orgogliosa e un po' spaventata. Io l'ho tranquillizzata e le ho fatto i complimenti, perchè ritengo che per lei sia stato molto importante riuscire a tener testa a quel cane, la sua autostima ne aveva proprio un gran bisogno. Mi sentivo proprio orgoglioso di lei! Il padrone di Asia invece, appena preso la sua bestiola, ha iniziato a picchiarla, chiedendomi scusa per quello che aveva fatto. Judi non aveva riportato neppure un minimo graffio, anzi ne era uscita molto fortificata, quindi le ho detto di non preoccuparsi, ma di non picchiare il cane, non ne aveva colpa. Poi ci siamo allontanati, e Judi trotterellava vicino a me orgogliosa e un po' frastornata, issando la sua coda come una bandiera dei pirati, la bocca semi aperta, le orecchie belle dritte e uno sguardo da furba stampato sul muso.
Se solo prendesse realmente coscienza di che cane è, diventerebbe un vero splendore, esattamente come quando la vediamo noi nelle nostre passeggiate, quando è completamente libera e sicura.

Questo bel primo piano di Judi nella neve meriterebbe un racconto di quello che combina quando nevica, ma lo rimando ad un apposito post.

mercoledì 19 maggio 2010

Giuditta cane da guardia

Lo aspettavo da tempo.
Aspettavo il momento in cui Judi avesse dato segni di territorialità e di protezione nei confronti del "branco" in cui vive, e ieri sera è accaduto. Vale la pena di raccontare quello che, agli occhi di un neofita, passerebbe come un banale episodio ma che, conoscendo la storia di Judi, assume invece un altro significato.
Di solito Judi passa le sue serate, mentre noi ceniamo, tranquillamente spaparanzata sul tappeto davanti al divano. Lì si stiracchia e se la dorme beatamente. Quando invece viene Alessandro a cena da noi (il ragazzo di mia figlia), Judi è sempre molto spaventata e chiede di andar fuori sul balcone, nella sua cuccia, dove finalmente si tranquillizza. Ieri sera invece, mentre i due ragazzi stavano al piano di sopra, lei gironzolava inquieta in cucina, dove invece non viene quasi mai, e mi stava particolarmente attaccata. Se mi spostavo dal lavello al frigor lei mi seguiva, se uscivo sul balcone a buttare la plastica mi veniva dietro, e così via. Egle impazziva e le soffiava come un cobra, anche perchè ha sempre considerato la cucina come un "suo" esclusivo territorio, ma io non ci badavo, anche perchè la cucina era un po' affollata, con Anna e Ele che si davano da fare.
Quando Ale è comparso alla fine della scala per venire a tavola io stavo sistemando qualcosa nel frigor e davo le spalle a Judi che, dietro di me, distava più di 5 o 6 mt da Ale, in quell'istante proprio al primo gradino della scala che porta al piano di sopra.
Ebbene Judi ha brevemente ringhiato verso di lui!
Era lontana da lui, e tra loro c'era anche il tavolone da pranzo, avrebbe potuto scappare via e invece se ne stava in mezzo a noi quattro ed ha ringhiato, ha mostrato di voler proteggere il branco!
All'inizio non ci ho fatto caso, ero girato, poi ho guardato Ale e gli ho chiesto se avevo sentito bene, se era vero che gli aveva ringhiato. Ebbene sì, l'abbiamo sentito solo io e lui da tanto era debole il ringhio ma era vero!
Io l'ho accarezzata e tranquillizzata e ho detto ad Ale di far finta di niente, non guardarla assolutamente e ignorarla nel modo più assoluto, come se non esistesse, e di mettersi a tavola vicino a me. Se avesse dato ancora altri segni di aggressività sarei intervenuto io.
Judi invece si è tranquillizzata subito, e non si è più allontanata. E' rimasta per tutta la cena sotto il tavolo, tra le nostre gambe, compreso quelle di Ale, al quale non ha più rivolto nessun cenno. E' rimasta tranquilla tutta sera sotto il tavolo a dormicchiare, con le gambe di Ale a pochi centimetri da lei!!! Tranquilla e senza il minimo segno di aggressività, ma neppure di paura.
Come se quel piccolo segno di orgoglio o coraggio o autostima che ha fatto, l'avesse resa più sicura e meno paurosa.
E' sicuramente positivo tutto ciò che è successo, anche se ora occorrerà stare attenti al fatto che Judi non si lasci "troppo" prendere dal senso di protezione nei nostri confronti e di territorialità.
Mentre cresce sempre di più la sua autostima dovrà anche crescere la fiducia nei confronti degli altri, oppure, ed è quello che cerchiamo con l'addestramento di farle capire, quando è con il suo "capo-branco" non deve aver nulla da temere.
Per questo quando ha ringhiato io l'ho tranquillizzata e poi ho parlato con Ale e gli ho imposto di mettersi vicino a me. Tutta la scena, tradotta in linguaggio canino, significava:
Judi che ringhia e guarda Ale negli occhi "Hei, Ugo! C'è un estraneo pericoloso qui!"
Ugo che parla con Judi e la tranquillizza: "Brava Judi, adesso ci penso io! Ho visto! Non è pericoloso, ma lo controllo io stesso da vicino!"
Ale che non guarda mai Judi negli occhi: "tranquilla Judi, non ti affronto, non voglio essere pericoloso, me ne sto qui buono buono"
Risultato: Judi orgogliosa e tranquilla che dorme sotto il tavolo.
Non c'è male.

venerdì 30 aprile 2010

Questione di priorità

Mi sono capitati due episodi, a pochi giorni uno dall'altro, apparentemente privi di legame fra loro ma che, ad una analisi più approfondita, mostrano di avere entrambi una particolare visione sulle priorità della vita. Entrambi gli episodi riguardano discussioni che ho avuto con persone anziane.
Il primo episodio vede come protagonista mio suocero, il quale ha cacciato a malo modo la Ele dal giardino (giardino non suo, per la precisione, ma di mio cognato) perchè stava giocando con la palla, e questo poteva danneggiare le piantine del vicino orto. Il tutto, è bene dirlo, urlando e agitandosi come un ossesso, col risultato di far arrivare da me la Ele piangente e incapace di spiegarsi perchè lei non potesse giocare nel giardino. Domenica a pranzo ho sollevato la questione con lui, cercando con ironia di fargli capire che forse ha esagerato, e sono stato attaccato violentemente.
La questione era che io non capivo che le piante si rovinano.
Ma lo so benissimo che le piante si possono rovinare (anche se occorre precisare che si trattava di un leggero pallone di gomma, non un pallone da calcio in cuoio), fin lì ci arrivo anch'io. Quello che mi son permesso di dire è stato: "e allora? e anche se si rovina una piantina di aglio? cos'è più importante? Se un giorno avrò la fortuna di avere dei nipotini che giocano in giardino penso sarò felice di vederli, anche se dovrò sacrificare il decoro e le piantine del mio bel giardinetto, cavolo." Se poi aggiungiamo tutto quello che Ele ha passato questo autunno il solo vederla giocare mi riempiva il cuore di gioia, e delle piantine di pomodoro, perdonate, ma me ne importava di meno.
Apriti cielo.
Non l'avessi mai detto.
Si è riversato su di me con una violenza improvvisa che ha molte spiegazioni, e sulle quali è meglio sorvolare in questa sede, ma alla quale ho dovuto reagire. Il lupo che è in me, davanti a uno che ringhia in quel modo, ha mostrato i denti e ha aggredito. Anche perchè la tensione si stava orientando sulla Ele e io non volevo permetterlo.

Secondo episodio.
Ho l'abitudine di salutare cordialmente chiunque incontri nei campi, e questo certamente non è un uso al quale sono avvezzi i bravi brianzoli, così chiusi nel loro guscio da riuscire raramente ad aprire la gabbia dei denti in modo da mutare in un sorriso spontaneo il ringhio che li accompagna sempre . Proprio non ce la fanno, al massimo reagiscono con un mugugno indecifrabile, spesso ritardato di parecchi secondi.
Così quando ho incontrato nei boschi il "perfetto-brianzolo-vado-in-chiesa-tutte-le-domeniche-voto-leghista-roma-ladrona-immigrati-di-merda" che, pur abitando in paese da 20 anni non mi ha mai rivolto il benchè minimo sguardo, ho salutato con un sorriso e con un sonoro "buongiorno" anche se gli arrivavo di spalle e Judi tirava come una matta (forse non gli piaceva il suo odore...).
Questo bofonchia qualcosa che sembra un rantolo di un tisico e poi mi chiama indietro: "ah, senta! (come se si ricordasse solo ora) Io le devo dire una cosa: lo sa che lei non può lasciare libero il cane?". Con tono arrogante e aggressivo.
Si, lo so che fino al 15 agosto non potrei lasciare libero il cane, lo so che le piantine di aglio si rovinano se ci va sopra la palla, ma mi avete preso tutti per deficiente, per caso? Lo so, lo so perdio! Lo capisco anch'io. Anche una mente poco brianzola come la mia lo capisce, diamine!
E capisco anche la differenza che c'è quando incontro altri cacciatori del mio paese, gentilissimi e sorridenti, che mi chiedono sempre di Giuditta e vogliono sapere dei miglioramenti, e mi raccontano le esperienze con i loro cani. Gentili e mai arroganti hanno in cambio tutta la mia stima e il mio affetto
Qui invece ancora una volta mi ringhiano contro, e ancora una volta il lupo reagisce.
E ancora una volta capisco benissimo che anche qui è questione di priorità.

Cos'è più importante per te, caro suocero? Avere in perfetto e simmetrico ordine tutte le pianticelle dell'orto? Mi dispiace per te, caro suocero. Avrai un orto perfetto, con tutte le belle piantine allineate e rigogliose, ma ti perderai completamente l'impagabile bellezza del veder giocare tua nipote nel giardino.
Cos'è più importante per te, caro brianzolo doc? Che nessuno straniero (anche se abita a 100 mt da te) venga nel tuo feudo a toccare i tuoi assurdi privilegi di cacciatore? Mi spiace per te caro brianzolo d.o.c.g., avrai pure i tuoi privilegi che la legge ti concede (e spesso ormai le leggi tutelano solo i privilegi di pochi...), ma ti perderai l'occasione di costruire rapporti sereni e magari più gioiosi con chi ti abita vicino.
E forse con questo eviteresti anche di trasformarti un giorno nell'Olindo di turno.
Gran lavoratore, molto riservato, devoto alla moglie e massacratore di vicini di casa.

venerdì 9 aprile 2010

Il punto della situazione

Sono passati più di quattro mesi da quando Giuditta è comparsa nella nostra vita, e sento il bisogno di fare un po' il punto.
In casa Judi è veramente bravissima. E' un cane meraviglioso. Controlla molto bene i suoi bisogni e arriva anche ad attendere quasi 12 ore, talvolta, prima di liberarsi. Ha imparato anche a vincere la sua timidezza e comunicare quando ha assoluto bisogno di uscire: si piazza davanti alla porta d'ingresso e ti guarda con occhi languidi. Più si agita e più capiamo che il bisogno è forte, e noi abbiamo velocemente appreso a leggere queste e altre comunicazioni rendendo il nostro rapporto sempre più sereno. Se si riesce a comprendere cosa vuole il cane penso che le problematiche si riducano in modo significativo.
In genere le sue giornate sono così articolate: un'uscita lunga, di 1 ora o anche più, nei campi alla mattina, dove viene lasciata libera di correre felice, poi pappa, riposo in casa o sul balcone o in giardino del Mauro (alcune volte si spalma sul tappeto e non si muove, altre vuole uscire sul balcone, altre ancora mostra piacere nello stare giù in giardino. Noi cerchiamo di osservarla e di capire cosa vuole fare, compatibilmente con le nostre esigenze). Dopo pranzo, tra le 14.00 e le 16.00 circa, a seconda di quando posso, altro giro lungo, 1 ora o anche più, nei campi. Anche qui viene lasciata libera, senza guinzaglio. Poi si rientra, e mentre si prepara la cena lei dormicchia o dorme proprio, sul tappeto. La Egle invece rompe per avere la sua dadolata, e ti stressa l'anima finchè non ottiene quel che vuole, al contrario della buddista Judi che attende pazientemente la sua cena senza lamentarsi. Pare incredibile ma quando sono pronto e inizio a tirare fuori le sue cose dal frigo lei alza il suo testone e mi guarda: ha capito, non so come, che ora tocca a lei. Quando le porto la ciotola sul balcone lei mi segue scodinzolando e, contrariamente a prima, si avvicina alla ciotola mentre sono ancora a tiro. Se la cosa vi pare strana sappiate che Judi, i primi tempi, non si avvicinava al cibo finchè c'era qualcuno nei paraggi, e anche dopo lo faceva in modo assai guardingo, spesso prendendo un boccone e allontanandosi dalla ciotola, per poi tornarvi dopo. Noi abbiamo sempre cercato di lasciarle la massima tranquillità quando mangia e ancora adesso non voglio che nessuno la disturbi mentre ha il cibo nella ciotola e sta mangiando. Penso sia un momento molto delicato per un animale, lo è per noi figuriamoci per loro. Judi mangia sempre con enorme piacere la sua cena (basta crocchette, ora solo cibo preparato dalle mie manine) e spesso mi accorgo che non le basta, ha ancora fame. Lo capisco perchè si aggira per la casa annusando l'aria, leccando il piattino della Egle e guardandomi spesso con occhi languidi. Non si avvicina mai al nostro tavolo ad elemosinare cibo, ho capito che Judi non elemosina mai il cibo come fanno tanti cani, ha un carattere molto autonomo e una certa sua fierezza che le impedisce di "prostituirsi" per un po' di cibo. Quindi in quelle occasioni, se posso, le allungo spesso gli avanzi della cena, però sempre mettendoglieli nella sua ciotola.
Quando poi ha finito di cenare se ha voglia di entrare si piazza davanti alla porta del balcone e ci guarda con una faccia che dice: "fatemi entrare, vi prego!". Altrimenti si spalma nella sua morbida cuccia e si addormenta come un bimbo. Quando anche noi abbiamo cenato, la pancia è piena e siamo tutti rilassati e felici passiamo sul divanone e Judi diventa la star della serata! Sta quasi diventando un'abitudine: lasciamo il tavolo apparecchiato e tutta la cucina da sistemare e ci mettiamo a giocare con lei. Eleonora e Chiara riescono ad inventare giochi sempre nuovi e lei le segue con piacere. Spesso si eccita così tanto che poi si fa fatica a calmarla. Oppure c'è un clima più da coccole ed è allora che Judi dà il meglio di sè. Ha un enorme bisogno di coccole e sembrano non bastarle mai. La serata prosegue tranquilla fino all'uscita serale, il "giro del pensionato" cioè una tranquilla passeggiata attorno all'isolato, talvolta con una capatina veloce nei campi, ma sempre al guinzaglio. Quando rientriamo sono già tutti a letto, le imposte sono tutte chiuse e lei si mette davanti alla porta del balcone perchè sa già che lì c'è la sua cuccia. La saluto, le apro la porta e le auguro la buonanotte, come si farebbe con un bimbo. Per un cane (ma anche per noi, se ci pensate bene...), la regolarità e la ritualità dei gesti hanno un'enorme importanza.
Ma la vera Judi, quella libera e felice, quella senza paure e timori, la si può vedere solo nei campi.
Oramai la libero sempre, anche senza la "piuma di dumbo", Pier mi ha detto di fidarmi, che oramai posso lasciarla tranquillamente, e ogni giorno sento aumentare la fiducia reciproca. Non ci sono più le spiacevoli situazioni dei primi tempi, anche se devo ammettere che in quel caso ero io a sbagliare e non lei. Anzi più ci rifletto più mi rendo conto che lei mi ha dato fiducia fin dall'inizio, ero io ad essere in ansia, ad aver paura di non riuscire più a riprenderla e questa paura rendeva tutto più complicato. Soprattutto, come vedremo dopo, non la comprendevo, non capivo cosa voleva dirmi.
Le uscite in genere sono così: all'arrivo nei campi la tengo ancora legata finchè non abbiamo superato il primo campo di orzo, poi la libero, lei parte subito con una sgroppata felice di qualche metro e inizia ad annusare il mondo. Mentre cammino sul sentiero vedo che comunque lei mi viene dietro, non perde mai il contatto visivo con me. Spesso in questa fase mi precede e quando non mi vede arrivare mi aspetta. Se dobbiamo prendere un'altra strada, rispetto a quella dove è andata lei, basta chiamarla una volta e lei mi segue, mi supera e riprende a guidare il cammino. Se la osservate bene potete notare che ad intervalli regolari getta un'occhiata veloce verso di me, per accertarsi della mia presenza e della direzione verso la quale cammino, e poi riprende la sua attività molto intensa: caccia a tutto quello che si muove (uccelli, lucertole, farfalle, api), estrazione di materiale vario dalle profondità della terra, analisi olfattivo-organolettica di tutto ciò che la circonda, screening a 360° per visualizzare altri cani nei paraggi.
Ecco, gli altri cani.
Judi ha un amore spassionato per tutti i cani. Appena ne avvista uno deve assolutamente raggiungerlo e invitarlo a giocare. Si avvicina inviando sempre evidenti segnali di pacificazione (avvicinarsi con un giro lungo sul fianco e mai direttamente, testa e coda bassa, movimenti lenti e sguardo mai fisso sul cane) e poi invita chiaramente al gioco, col classico inchino sulle zampe anteriori e coda che si agita. Pochissimi resistono all'invito e quindi si trova ad essere la beniamina di tutti i padroni di cani. L'ho vista giocare anche con Denzel, un terrificante rottweiler che fa paura solo a guardarlo. Solo raramente ha ricevuto qualche rifiuto, e in quel caso è abilissima a sganciarsi velocemente a coda bassa, come se niente fosse. La sua strategia di sopravvivenza, sia con i cani che con gli umani, infatti è principalmente la fuga oppure, ma solo in seconda battuta e soltanto se la fuga le è totalmente preclusa, la remissività. Che a quel punto diventa totale. Una resa senza condizioni.
Giunti però in prossimità della fine del giro, quando capisce che si deve rientrare a casa, Judi si ferma, lascia che la distanza tra me e lei aumenti anche considerevolmente e inizia una silenziosa comunicazione col sottoscritto, fatta di sguardi e di movimenti della testa che, io penso, significano questo: "ti prego, stiamo ancora un po' qui!!".
Io provo a chiamarla, ad invitarla al gioco, a nascondermi, ma raramente questi stratagemmi raggiungono lo scopo di farla avvicinare. Allora devo inscenare la solita commedia: prendo di nuovo il sentiero in direzione dei campi e la invito felice a seguirmi, come se si iniziasse tutto da capo. Allora la vedi correre felice e scodinzolante verso di me tutta contenta: "che bello! facciamo ancora un giro!!". Io allora la accarezzo, le offro un biscottino e poi, con tutta la serenità possibile le dico: "adesso il guinzaglio Judi, andiamo a casa. Guinzaglio!" Lei si siede e si lascia fare, come sempre. A me spiace fregarla così ma non ho molte alternative, quindi io ci provo sempre con le altre strade, nella speranza che capisca quando è l'ora di rientrare e lo accetti serenamente, ma non sempre funziona.
Di sicuro so che fa così non perchè vuole scappare da me, ma perchè vuole semplicemente prolungare il più possibile il tempo che passiamo nei campi. Infatti, alcune volte, mentre si sta rientrando, si sdraia improvvisamente sull'erba socchiudendo gli occhi, come se dicesse: "ma lo vedi quanto è bello stare qui?" Allora io lo faccio davvero: mi siedo vicino a lei, qualche volta addirittura mi sdraio anch'io, le racconto sottovoce di quanto è davvero bello il paesaggio, di quanto ha ragione ad amare tutto ciò, anche se si tratta della semplice campagna brianzola, e le accarezzo il pelo morbido e lucido.
Lei chiude gli occhi e io mi sento un po' scemo a star lì sdraiato a parlare con un cane come se fosse la mia morosa, ma poi mi dico che in fondo in fondo ha ragione lei.

domenica 14 febbraio 2010

Il fantastico mondo di Judi

A Giuditta piace:

- correre a perdifiato nei campi;
- mangiare la neve a badilate;
- ficcare il muso nelle tane dei topolini;
- scavare come un caterpillar;
- socializzare con tutti i cani dell'emisfero nord;
- bere l'acqua di tutte le pozzanghere che incontra, anche solo un breve assaggio;
- annusare ogni filo d'erba che incontra;
- mangiare con gusto solo un certo tipo di erba;
- annusare la cacca degli altri cani;
- assaggiarne qualcuna!
- sentire il rumore dei croccantini versati nella sua ciotola;
- rubare la "dadolata di tonno orientale" dalla ciotola della Egle (la nostra gatta);
- bere l'acqua della ciotola della Egle (così lei non ci beve più finchè non la cambi...);
- rubare il posto preferito della Egle, davanti al camino acceso (così lei le lancia uno sguardo carico di odio);
- polverizzare le mollette da bucato;
- dormire sulla poltrona Poang dell'Ikea;
- distruggere a morsi i braccioli della poltrona Poang dell'Ikea;
- girare e appallottolare il tappeto dell'Ikea (forse non le piacciono le cose svedesi...);
- divorare un osso in pelle di bufalo in 2 minuti netti;
- giocare con i miei guanti di pile;
- saltarmi addosso all'improvviso per prendermi i guanti di pile;
- dimenticarsi che dentro i guanti di pile ci sono le mie mani;
- girare attorno al divano;
- aprire un pacchetto di fazzoletti di carta solo con i denti;
- ridurne a microscopici pezzetti il contenuto e spargerlo sul pavimento;
- osservare compiaciuta il lavoro svolto;
- spiarmi mentre mi vesto per portarla fuori;
- farsi coccolare;
- farsi coccolare sdraiata gambe all'aria nel campo delle stoppie in pieno inverno;
- sospirare come un'innamorata;


A Giuditta non piace:
- fare la doccia;
- incontrare un estraneo;
- incontrare un estraneo con il bastone;
- incontrare un estraneo zoppo e con il bastone (questo è il massimo del terrore!);
- il rumore dell'aspirapolvere;
- il rumore del phon;
- il rumore del camion della pattumiera;
- quando qualcuno starnutisce;
- mangiare quando qualcuno la osserva;
- tornare troppo presto dal giro nei campi;
- fare il "giro dei pensionati";

domenica 31 gennaio 2010

Nevicata



Non potevamo lasciar scappare un'occasione di correre nella neve, e così ieri mattina siamo usciti presto per goderci la neve nei campi e sui sentieri. Qui sopra uno scorcio del sentiero del "bosco delle meraviglie" come lo chiamavano i bambini delle elementari che qui venivano con le maestre a scoprire la natura.



E' bellissimo scoprire angoli ancora bellli a due passi da casa.



Judi sembra proprio nata per questi paesaggi...



Primo piano di Giuditta

venerdì 29 gennaio 2010

Due passi avanti e uno indietro



Bisognava aspettarselo.
E' circa una settimana che ho iniziato a lasciarla senza guinzaglio, dapprima per brevi tratti poi sempre più a lungo. Ieri mattina ho provato a portarla per il suo itinerario "classico" interamente senza guinzaglio ed è andata benone: negli spazi aperti correva e saltava allontanandosi da me, ma quando entravo in un boschetto mi si avvicinava e mi stava sempre nei paraggi, senza perdermi mai di vista. Io la chiamavo solo quando arrivavo ad un bivio e le indicavo la direzione che avrei preso, poi mi incamminavo. Volevo fosse lei a seguire me e non viceversa. Spesso Judi si avvicinava e si faceva accarezzare serena. Anche il momento di andare a casa è stata ubbidiente e tranquilla, e si è fatta mettere il guinzaglio senza problemi.
Nel pomeriggio ho fatto il bis e tutto è andato bene, solo che al ritorno ha pensato bene di rotolarsi nella fuliggine ammucchiata a lato di un orto, col risultato di conciarsi in modo pazzesco. Arrivati a casa mi sono accorto che non bastava passarla con uno straccio umido e quindi ho preso la malaugurata decisione di metterla sotto la doccia e lavarla. Operazione non proprio semplice e soprattutto terrificante per la psiche di Giuditta, che ha provato momenti di terrore puro. Dopo alcune ore di fatica Judi era pulita e profumata ma, ahimé, molto arrabbiata col sottoscritto: niente coccole e gran paura ogni volta che mi avvicinavo.
La passeggiata notturna si presentava ricca di incognite, e quindi non volevo lasciarla, ma poi mi sono lasciato intenerire e l'ho fatto. All'inizio ha giocato molto con me, poi ha trovato Macchia e ne ha fatta una pelle (rotolamenti nel fango compresi...), fino al momento di rientrare, quando Judi ha preso la sua strada e non voleva saperne di farsi toccare. Dopo alcuni minuti l'ho presa, ma l'ho brancata al collare con un gesto veloce e lei ha guaito offesa e spaventata. Accidenti. Rientro a casa e lunga chiacchierata con Judi, cercando di tranquillizzarla.
Oggi pomeriggio, sole caldo, la porto fuori e incontriamo Tesla che gioca e decido di lasciarla ancora, solo che ho sottovalutato la sua memoria. Dopo un'ora a girare tranquilli per i campi e i sentieri, dove si faceva accarezzare e coccolare senza problemi, giunti al "suo" campo non si è più fatta avvicinare, e sono riuscito ad afferrarla dopo quasi un'ora di tentativi. E ancora una volta ho dovuto prenderle velocemente il collare, e lei ha guaito a lungo, come se le avessi fatto male....
Non so, sembra che la fiducia nei miei confronti abbia fatto un balzo all'indietro, ora ci vorrà tanta pazienza per recuperarla. Oggi non si lascia avvicinare serena, si mostra sempre impaurita e sottomessa, e non cerca le coccole.
Uffa......

Nella foto uno scorcio del sentiero di ritorno da Rugginello, con la "galaverna" sugli alberi.

P.S. pochi istanti fa le ho aperto la porta del balcone, lei ha voluto entrare e si è fatta coccolare a lungo.... speriamo...

giovedì 21 gennaio 2010

Piacere!



Momento di relax. Io e Judi aumentiamo ogni giorno di più la conoscenza reciproca. Ieri per la prima volta ha accettato un biscottino dalle mie mani. Lo considero un successone, perchè Judi non ha mai accettato nessuna prelibatezza che le offrivamo e mangiava solo dalla ciotola. Ma soltanto se noi eravamo ben lontani. Ora invece è meno guardinga e si sta sciogliendo sempre più...