Visualizzazione post con etichetta Corso di obbedienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Corso di obbedienza. Mostra tutti i post

giovedì 1 aprile 2010

Corso di obbedienza 6° lezione

Nella foto: Judi e Yvy impegnate in un balletto acrobatico (coreografie di Madre Natura)
Venerdì gli intrepidi eroi erano puntuali al campo di addestramento, anche se il tempo minacciava realmente di scaricare fiumi d'acqua, e i cani erano particolarmente felici. Avevo deciso di portare Judi nonostante il tempo, perché aveva proprio bisogno di muoversi un po' . I lavori recenti alla strada di fronte a casa e le ruspe all'opera l'avevano letteralmente terrorizzata e oggi volevo concederle almeno un'oretta di svago. L'avrei portata anche sotto il diluvio.
E infatti il diluvio è arrivato! Proprio quando siamo arrivati noi.
In pochi minuti il campo era una palude e quindi Pier ci rimanda all'indomani, tempo permettendo. Dopo una mezzora il cielo si apre e i cani possono giocare felici nel fango. Porto a casa Judi che è più simile ad un cocker che ad un maremmano, e mi tocca lavarla a lungo. Dopo un'ora di lavoro la bionda è vaporosa e profumata come una star e si spalma felice sul nuovo tappeto dell'Ikea che abbiamo preso proprio per lei.
La mattina dopo un invitante sole ci attende al campo e, vuoi perché è sabato, vuoi perché c'é bel tempo, ma il clima generale è proprio piacevole: i cani sembrano felicissimi e a noi pare di essere in vacanza. Persino Pierangelo pare più buono!
Agli esercizi classici ci fa aggiungere il comando "resta", che funziona più o meno così: una volta seduto il cane, le si ordina RESTA! e ci si allontana di un passo (UN PASSO, non di più) tenendo il guinzaglio in mano. Il cane deve abituarsi al nostro allontanamento, che sarà graduale, e rimanere fermo in posizione di seduto, tranquillo. Se si sdraia a terra meglio ancora, è segno che è sereno e noi gli anticiperemo il comando "TERRA". Cioè se vediamo che sta per sdraiarsi gli diciamo: "terra!" e lo abituiamo ad associare la posizione col comando. Judi in questo esercizio si comporta in maniera esemplare, non mostra minimamente di soffrire il distacco, se non raramente, e rimane tranquilla seduta. Il suo essere indipendente e autonoma la aiuta. Altri cani, molto più attaccati al padrone, mostrano di soffrire parecchio anche il minimo distacco e Pierangelo ha il suo bel daffare...
Negli altri comandi i miglioramenti sono evidenti, la camminata al piede è sciolta e tranquilla, il "gira" lo esegue quasi senza nessuna azione sul guinzaglio, nel senso che gira da sola senza che io la guidi, nel "seduto" è sempre più frequente vedere Judi che si siede dopo 2/3 comandi, talvolta anche solo al primo, e anche "Alt" ora la vede reattiva ed ubbidiente. Spesso mi guarda mentre eseguiamo gli esercizi e sembra quasi divertirsi anche lei, quasi come uno studente, felice di mostrarsi bravo agli occhi del maestro.
Continuiamo nei nostri esercizi e Pier aggiunge anche il "destra" e "sinistra", che consiste nell'abituare il nostro quadrupede a girare nella direzione annunciata e ribadita con una tirata di guinzaglio. E' piacevole vedere che i cani si muovono ormai come dei perfetti partner.
Dopo più di un'ora di esercizi notiamo tutti che i cani sono stremati, paiono aver fatto la scalata dell'everest, e dopo una breve pausa di gioco rientriamo tutti a casa. Appuntamento a dopo Pasqua, e già so che mi mancherà la lezione di venerdì...


La padrona di casa: Dea, il pastore tedesco di Pier, che non perde mai occasione per ribadire a tutti i presenti la sua superiorità (che nessuno dei cani mette mai in discussione...)



Lillo, il simpaticissimo bassethound.



Tesla, questa la conoscete di già.

domenica 21 marzo 2010

Corso di obbedienza 5° lezione



Un'ape ha deciso di assaggiare questi delicati fiori primaverili, sono le prime avvisaglie di una stagione che si è fatta attendere a lungo.


Gran bella lezione, quella di venerdì scorso. Appena arrivato noto che Judi ormai riconosce benissimo il posto, e nel momento in cui inizio a parcheggiare dà segni di eccitazione crescente: tira come una matta, vuole scendere nel campo, e appena varcato il cancello la devo liberare perchè non sta più nella pelle dalla gioia. Con i presenti è abbastanza sciolta, Ale e Aldo riescono perfino a darle dei bocconcini e ad accarezzarla tranquillamente. Noto anche che più aumenta la sua serenità, più i giochi con gli altri cani diventano intensi. Già Pierangelo mi ha fatto notare che Judi dà chiari segni di voler dominare, anche se non proprio su tutti, almeno su alcuni cani, e perfino con Dea ha tentato, per un paio di microsecondi, di tenerle il fianco. Ovviamente, data la sua storia particolare, giudico assolutamente positivo tutto questo e lo considero un suo lento riappropriarsi del proprio carattere.
La lezione si sviluppa, con il gruppo storico ricompattato, sui contenuti già visti: "piede", "alt", "seduto", e probabiilmente questi saranno i contenuti anche delle prossime lezioni. Anche Lillo, il bassethound, rientrato dopo un'assenza, sembra gradire la compagnia e il clima è sereno.
Poi viene il momento di fare un esercizio sull'attaccamento e lì ci siamo commossi tutti.
Siamo tutti schierati in un'unica fila, e Pierangelo ci spiega come si sarebbe svolto l'esercizio: lui sarebbe venuto da uno di noi, avrebbe preso il guinzaglio mentre noi avremmo dovuto invitare al gioco il cane, cercando di eccitarlo il più possibile, poi avremmo dovuto correre via chiamandolo a gran voce. Pier avrebbe trattenuto il cane mentre noi correvamo via, e il cane avrebbe dovuto tirare molto il guinzaglio. Poi L'addestratore avrebbe lasciato improvvisamente il guinzaglio, mentre noi, accosciati, avremmo chiamato a gran voce la povera bestia. A quel punto, ci dice Pier, il cane dovrebbe venire da voi come un lampo. Il cane infatti teme più di ogni altra cosa l'abbandono da parte del padrone e l'addestratore sfrutta questo per rafforzare ancora di più il legame di attaccamento.
Pronti via!
Parte prima Tesla, Pier la trattiene mentre Ale scappa via chiamandola. Tutti osserviamo in silenzio, perfino i cani sembrano attentissimi. Tesla tira, Pier la lascia e Tesla trotterella allegra dalla sua padrona. Inizia dentro di noi a nascere una profonda tenerezza nel vedere il cane felice che torna dalla padrona, sentire i complimenti, vederlo scodinzolare.
Poi tocca a Judi. Io la invito al gioco, lei mi guarda eccitata. Parto come un razzo e lei si lancia felice dietro di me, ma Pier tiene saldamente il guinzaglio e qui, quando sente di essere tenuta forte dall'istruttore, Judi si blocca. Non guarda più me, abbassa le orecchie e la coda e guarda tristissima Pier che la trattiene. Io continuo a chiamarla, lei si gira verso di me, fa il gesto di muoversi ma poi si ferma ancora a guardare Pier. Mi sta dicendo che non può venire, e nello stesso tempo accetta passivamente di essere trattenuta, senza opporsi. Io insisto a chiamarla, Pier la lascia e Judi si allontana da lui velocemente e viene diretta verso di me, ma la cosa straziante è che lo fa rimanendo girata a guardare Pier, come se avesse paura che questo la rincorresse per prenderla. Io ovviamente la riempio di baci e di coccole, e lei pare rassenerarsi velocemente. Pericolo scampato, penserà!
Poi mentre la coccolo e l'accarezzo guardo gli altri cani come si comportano e sono scene bellissime. Poche immagini sono più belle e intense, per un proprietario di cane, che il vedere un cane che corre come un razzo fra le braccia del proprio padrone che lo chiama. I due pastori tedeschi lo fanno in modo veramente toccante: una freccia lanciata verso il padrone. Anche Mila fa lo stesso verso Aldo e perfino Meghi, che è legata in modo quasi ossessivo al proprio padrone, si lancia decisa. Commovente e tenero è anche Lillo, il bassethound, che trotterella verso il suo padrone, e commovente è anche sapere che quel cane, con le sue gambotte tozze e corte, si sia fatto a piedi da Caserta a Lomagna, dove poi i volontari l'hanno affidato al suo attuale padrone. Incredibile a pensarci.
Simba invece strappa una risata a tutti, perchè una volta liberato, invece di correre dal suo padrone, si lancia felice e spensierato verso gli altri cani, come se fosse stato invitato ad una festa in maschera, lasciando il suo padrone sconsolato in un angolo del campo!
Poi facciamo un secondo tentativo, dove Judi addirittura non tenta neppure di tirare il guinzaglio, si siede e guarda paziente Pier che la trattiene. Sta diventando un po' buddista, come il suo padrone. Infatti appena viene lasciata si dirige tranquillamente verso di me, con sufficienza, come se avesse avuto un piccolo contrattempo che prima le impediva di arrivare. E' incredibile e tenera la sua capacità di lasciarsi fare qualunque cosa senza reagire minimamente.
La lezione si conclude con altre camminate al guinzaglio e con il gioco finale, ma negli occhi di tutti sono impresse le immagini che ci hanno commosso poco prima. Nel silenzio generale vedere la corsa del cane verso il padrone è stato emozionante e, mi si permetta dirlo, quasi... intimo. Nel vedere quell'immagine si percepiva che il rapporto con il proprio cane è qualcosa di profondo, unico. Rapporto che viene costruito in tutti i minuti, le ore che passiamo con lui, in tutte le silenziose passeggiate, in tutte le carezze e l'affetto che ci scambiamo (perchè è reciproco lo scambio), in tutto quel prendersi cura di lui.
Che poi, ne sono sempre più convinto, è anche e soprattutto prendersi cura di NOI.
In quel momento, malgrado tutte le persone che guardavano, i due erano "isolati" da tutti, vivevano un piccolo momento di intimità, di profonda conoscenza reciproca.
E la cosa che commuoveva tanto era proprio l'essere "spettatore" di quell'incontro, più che esserne il diretto protagonista.
Vedere gli altri in quel momento intimo ci permette infatti di capire meglio quello che anche noi viviamo e questo ci commuove.
Se fossi un pittore proverei magari a dipingerlo, quel momento.
Cercherei di comunicare, a chi non vive queste esperienze, che cosa prova un uomo come me quando vede quel meraviglioso e puzzolente ammasso di pelo bianco che da più di 300 metri di distanza si lancia verso di lui in una corsa velocissima, elegante e leggera.
Quell'uomo si ferma, sorride, e cerca di cogliere al volo tutta la bellezza di quell'istante.
Perché sa, l'ha imparato da tempo, che quello è un momento perfetto.

P.S. poi quando si avvicina al cane scopre che si è appena rotolato in qualcosa di realmente disgustoso e vomitevole, e si rompe tutta la magia...

domenica 14 marzo 2010

Corso di obbedienza 4° lezione



Nella foto: in prossimità della "vasca olimpionica di Tesla", lo struzzo Giuditta infila la testa sottoterra, perdendosi il meraviglioso spettacolo delle montagne innevate.


4° lezione al corso di obbedienza. Le orde dei mongoli hanno abbandonato le radure di Lomagna, non vi è nessuna traccia di Gengis Khan e dei suoi cani, e quindi il gruppo storico si è ricompattato allegro e felice.
Pierangelo ci testa uno ad uno nella conduzione del cane, ci cazzia a dovere, ma alla fine si complimenta con tutto il gruppo: stiamo lavorando bene. Ai comandi classici già visti, "piede" e "alt", aggiungiamo il "gira" e, da oggi, anche il "seduto". Giuditta si comporta bene con i primi tre ma col "seduto" sembra non capire: se io mi metto davanti a lei, si siede perfettamente, ma se il comando lo do mentre lei è al mio fianco non c'è verso di farla sedere. Mi sgolo, ma lei mi guarda con sufficienza, compatendomi come se fossi un pazzo invasato. Pier non vuole che io le vada davanti, mi dice di tirarle la coda verso il basso, ma lei oppone una resistenza incredibile e non mi va di farle violenza, anche minima, per forzarla, quindi faccio come gli studenti: quando il Pier non mi può vedere io mi metto velocemente davanti e le do il comando. Judi sembra capire e si siede subito, così torno velocemente a posto con un bel sorriso compiaciuto sulle labbra, Judi è seduta tutta orgogliosa al mio fianco e sembriamo proprio una perfetta coppia da scena finale di un bel film strappalacrime. Roba da tramonto sullo sfondo, violini e archi in crescendo e inquadratura che parte da noi e poi si alza fino ad inquadrare tutta la valle, il mare le montagne e poi lentamente sfuma nei titoli di coda. Io l'accarezzo sul testone, le sorrido e mi pare di cogliere un guizzo complice nei suoi occhi.

Abbiamo iniziato anche noi a dare da mangiare a Judi solo cibi preparati da noi, quindi basta crocchette e basta foraggiare le multinazionali: ora si parla solo di riso, ricottine, verdure, carne cruda e cotta, e in cucina sono comparsi pentoloni e pezzettoni di carne. Ieri mentre preparavo il suo pastone con riso bollito e carne trita, la mia gatta Egle mi guardava perplessa, quindi ho provato a metterle un po' di carne trita nella sua ciotola. L'ha annusata come avrebbe fatto la regina d'inghilterra con un piatto di cavallette fritte, si è girata verso di me con aria di sufficienza e si è allontanata offesa senza neppure assaggiarla!
Due secondi dopo la stessa carne era già scomparsa, fagocitata dalle fauci di Judi!

La primavera è alle porte, la temperatura è decisamente più gradevole e i contadini hanno iniziato ad arare i terreni per la semina. Uno dei due campi delle stoppie è quindi sparito ed è venuto a mancare uno dei suoi luoghi preferiti, ma in compenso ho scoperto che Judi ama alla follia correre come una pazza nella terra appena arata, morbida e profumata, abbaiando come un ossesso. Arriva perfino, al culmine dell'eccitazione, a sdraiarsi felice nella terra calda, come se fosse sul tappeto di casa, e devo dire che in questo non ha tutti i torti. Per curiosità mi sono avvicinato a lei e ho provato anch'io a sedermi e a respirare per qualche minuto quegli odori forti, in mezzo ad un campo appena arato.
Non ditelo a nessuno: è veramente bello.

lunedì 8 marzo 2010

Corso di obbedienza 3° lezione



Terza lezione con fuori programma da brivido.
Avete presente Gengis Khan? Un tipo come quello di Mulan, per intenderci. Ebbene Gengis Khan venerdì è venuto per iscriversi al corso. Pantaloni in mimetica militare, giacca verde militare, colbacco tipo esploratore dello Yukon in pelo di chissà quale bestia, stivaloni, mani in tasca, tono un po' saputello e arrogante e al guinzaglio un cane tipo Husky o Samoiedo o qualcosa di simile. Cane meraviglioso e fiero, ma che nelle mani di un simile personaggio può diventare tranquillamente un'arma impropria.
La lezione inizia con un capriccio di Judi che non si fa prendere dal sottoscritto. Pierangelo mi guida passo passo e con i suoi consigli nel giro di pochi minuti la prendo tranquillamente, imparo in un attimo che con le giuste mosse e con tranquillità posso prenderla facilmente: prima lezione!
Una volta schierati iniziamo un lungo e intenso training, dove i cani lavorano contemporaneamente, ognuno col proprio padrone, e il ritmo è intenso. Pierangelo ci guida sapientemente e osservo che nei nostri confronti ha proprio il piglio del capobranco, ci sta proprio facendo capire cosa vuol dire fare il capobranco. Nel tono della voce, nello sguardo, nel portamento e nella gestione dello spazio fisico, ci sta proprio dicendo: "io sono il vostro capo, qui comando io"
Infatti io e Ale ci becchiamo subito un cazziatone perchè non eravamo in riga e, guarda un po', reagiamo proprio come i nostri cani: abbassiamo subito la testa e con la coda tra le gambe chiediamo umilmente scusa! Seconda lezione.
Al momento della pausa ci ricorda di lasciare liberi i cani e ci ri-spiega in dettaglio cosa fare in caso di litigi. Forse ha già annusato l'aria....
Judi, Tesla e tutti gli atri, compreso un meraviglioso bassethound di nome Lillo, giocano felici e sereni, mentre il cane di Gengis Khan si aggira con l'aria di chi cerca la rissa. Infatti poco dopo trova sulla sua strada Simba, il labrador agitato di cui ho già raccontato la volta scorsa, un cane allegro e giocherellone, vivace e indisciplinato, con un padrone calmo e silenzioso. Simba non ci sta a farsi mettere i piedi in testa e inizia in breve una feroce rissa, dove il Kan di Gengis Khan (...bella, vero?) ha la meglio, riesce ad agguantare il collo di Simba e sembra volerglielo strappare via. Subito intervengono il padrone di Simba e..... Pierangelo! Perchè Gengis Khan, sempre con le mani in tasca, si limitava solo a gridare NO al suo cane! Pier cerca di dividerli e poi urla al Mongolo (inteso come etnia...): "PRENDI IL TUO CANEEEE!!!" Segue una serie di parolacce in brianzolo che non posso citare, se non un "PORCA SIDEELA!!!" (letteralmente "porco secchio!") urlato più e più volte, mentre il Khan di Khan continuava a tenere saldamente fra i denti la gola di Simba. Una volta separati i cani Pierangelo gliene dice quattro al tipo, e tutti i presenti, pietrificati dalla scena, si augurano di cuore che non venga più accettato al corso. Qualcuno gira per raccogliere le firme per cacciarlo via...
Il padrone di Meghi (in dieta, poverina!), guarda laconico la scena della rissa e proclama sottovoce: "io non ci vengo più al corso se quello resta".
Si controllano le eventuali ferite a Simba, ma con gran sollievo di tutti scopriamo che la pelle del labrador è veramente resistente: ha solo un piccolo graffio su un orecchio. In più lui sembra aver già recuperato il suo solito umore allegro, mentre gli altri animali sembrano aver compreso tutto, infatti non gioca più nessuno, e in breve torniamo tutti al lavoro.
Pier ci guida ancora con serenità, anche per lui l'episodio è chiuso. Terza lezione. Recuperare subito la calma in simili situazioni è veramente notevole.
Continuiamo a lavorare senza soste, "piede" "gira" "alt", i cani sembrano già migliorare a vista d'occhio e il resto della lezione fila via liscia liscia. Alla fine i cani sono abbastanza stanchi, infatti non ci si ferma molto a giocare, e alle 6 siamo tutti già in macchina, rilassati e soddisfatti.
Le successive ore Judi le passerà invece sul tappeto davanti al divano, in catatonia letargica...

sabato 27 febbraio 2010

Corso di obbedienza 2° lezione



Nella foto: Una di quelle giornate nelle quali sembra di abitare in un bel posto. Da sin: i tre corni di Canzo, la Grigna e il Resegone fanno da sfondo al paese. In primo piano quello che io chiamo "l'Half Pipe", il pezzo di sentiero per Ruginello incassato fra due rive scoscese. Uno dei luoghi di gioco preferiti per le acrobazie di Judi.


Giuditta, Tesla, Mila (anche il proiettile si è iscritta al corso!), Milù, Yvy, Simba e Meghi (sic!). Questi gli iscritti al corso, Simba è un labrador moolto vivace, Milù e Yvy sono pastori tedeschi e Meghi è una piccola pincher obesa. Gli altri li conoscete già.
Nella seconda lezione abbiamo fatto esercizio di conduzione al guinzaglio: "al piede".
Si tratta di camminare con a fianco il proprio cane e fargli (o farle) capire che siete voi che guidate, questo in sintesi. In dettaglio occorre agire molto decisamente sul guinzaglio quando il cane tende a tirare o a fermarsi, dando uno strattone tipo "ferrata di un marlin" quando siete a Cuba a cayo largo a fare pesca d'altura, una cosa così. Una botta decisa e via. Il tutto rinforzando il messaggio con un secco "no!" quando il cane tira. In futuro, ci dice Pierangelo, il cane sentirà il NO e lo associerà allo strattone e quindi si fermerà anche senza dover per forza strapparle il collo.
Il buon vecchio Pavlov, insomma.
Judi, Tesla e Mila se la sono cavata alla grande, a loro basta far finta di tirare il guinzaglio e già si arrendono, altri cani hanno avuto qualche problemino, soprattutto Simba, al quale ad un certo punto Pierangelo ha dovuto far capire chi comanda. Poichè non ne voleva sapere di ubbidire e star buono, e continuava a saltare leccando il viso a Pier, questi ha tentato prima con un paio di metodi poi, visto che non funzionava, ha preso il guinzaglio e ha messo lo scarpone sul guinzaglio a pochi cm dal collo del cane, costringendolo a sdraiarsi per terra. Simba non ci stava e si divincolava urlando e rischiando di strozzarsi. Per alcuni secondi, che sono parsi durare in eterno, nessuno fiatava, eravamo terrorizzati dalla scena. Il cane che urlava, Pierangelo che non mollava affatto la presa, il proprietario preoccupatissimo, ma oramai bisognava portare il concetto alle sue estreme conseguenze. C'era in gioco tutta l'autorità del nostro istruttore. Il cane doveva arrendersi e cedere. Dopo pochi secondi, dicevo, Simba finalmente si ferma ansimante, e subito Pier lo accarezza a lungo e gli fa i complimenti. Il cane inizia a scodinzolare, la tensione si scioglie e Pierangelo molla la presa. Simba è tranquillo di fianco a lui, agita la coda, è provato ma non spaventato o ferito, e Pier ci spiega quello che è successo. Mentre Pier sta spiegando, Simba, a sorpresa, tenta ancora di saltare e leccargli il viso e Pier riparte con lo stesso metodo, ma questa volta il labrador si ferma immediatamente: ha capito, e non ci sarà bisogno di un terzo esempio.
La lezione finisce con 15 minuti di gioco, nei quali Judi è come al solito felice come un bimbo. Io registro ancora una volta che Giuditta, con sempre maggiore frequenza, si lascia avvicinare anche quando è libera, e pare sempre più serena anche in presenza di estranei. Pierangelo scommette una pizza con me che entro 8 lezioni lei si lascerà avvicinare tranquillamente dagli estranei. In tal caso sarò felicissimo di pagargliela!
E adesso, per la rubrica "facciamo le pulci a tutti perchè sono un rompiballe" diciamo alcune cose sul corso, magari col sorriso sulle labbra.
Pierangelo mi piace molto, mi piace la passione che mette nel parlare e la sua sicurezza nel gestire gli animali, però la didattica di questa lezione non è stata il massimo, non me ne voglia. Uno che fa l'esercizio e tutti gli altri fermi per decine di minuti è una situazione che alla lunga stanca e deconcentra, e non si riesce a mantenere elevata la curva di attenzione. Forse potevamo provare, ad un certo punto, a fare l'esercizio ognuno per conto proprio, in una direzione diversa e poi confrontarci, poi inserire varianti (a destra, a sinistra, il giro). Insomma farci muovere di più. Mi è sembrato che gli animali fossero un po' stufi ad un certo punto.
Ma questo lo dico solo perchè sono un rompiballe al quale non va mai bene nulla. E' solo l'inizio e bisogna aspettare per esprimere un giudizio più completo. In ogni caso, lo ammetto, adesso non vedo l'ora che arrivi venerdì per portare Judi a Lomagna, e finchè sarà così, va benissimo.

sabato 20 febbraio 2010

Corso di obbedienza, 1° lezione



Finalmente!
Appuntamento sabato 20 febbraio alle 13.15 da Ale, le due ragazze sono agitate quanto noi ma salgono felici in auto. Arrivati a lomagna vediamo la solita cagnara indicibile: cani di tutte le razze, padroni imbarazzati o emozionati, risatine sciogli-tensione che si sprecano. Giuditta tira come un capomuta da slitta e rischia di lesionarmi la cuffia dei rotatori della spalla, Tesla è terrorizzata e non vorrebbe neppure scendere dalla strada.... andiamo bene...! Riusciamo ad avvicinarci al cancello d'ingresso e piano piano le due ragazze si tranquillizzano. I biscottini vengono distribuiti da tutti a piene mani, la Friskies ringrazia sentitamente...
Una volta entrati iniziano i rituali di conoscenza reciproca. Nina e Dea, le due padrone di casa girano per mettere in riga tutti e per far capire chi comanda in questo posto. A Judi e Tesla non occorre tanto: Judi se la fila con la coda fra le gambe solo se la guardano e Tesla si sdraia fingendosi già morta, prima che l'altra possa fare qualunque cosa. Dopo i convenevoli di rito gli istruttori ci radunano in cerchio e iniziano a spiegare come funzionerà il corso. Io, Judi e Alessandra ascoltiamo attenti, mentre Tesla passerà le successive due ore girata con la testa verso l'esterno con uno sguardo che dice: "Io non ho nessunissima intenzione di farmi minimamente coinvolgere in tutto questo!".
Della ventina di coppie presenti (cane-padrone, cosa avete capito??) mi rimangono impresse, nell'ordine:
- un gigante tedesco con al guinzaglio un enorme terranova di 70 kg (o viveversa: un terranova con al guinzaglio un tedesco, fate voi)!!!
- un imbarazzato ragazzo di 50 kg con un maestoso e alquanto agitato dobermann con le orecchie a punta stile Batman;
- un mansueto e mille volte più bello dobermann con le orecchie normali, e non a punta come un pipistrello, guidato da un tenero ragazzo che, quando gli abbiamo chiesto come si chiamasse il cane, ci ha risposto, per ben tre volte: "non l'ho scelto io il nome! non l'ho scelto io!" Si chiamava Diablo, e noi gli abbiamo consigliato vivamente di cambiargli il nome al più presto!
- una signora con un cagnolino così piccolo che potrebbe tranquillamente scomparire in un attimo tra le fauci del Terranova (o del tedesco) e nessuno se ne accorgerebbe;
- una serie notevole di pastori tedeschi, tutti abbastanza agitati e indisciplinati.
Il corso è organizzato dal nucleo cinofilo da soccorso "Curone", a Lomagna (LC) e Pierangelo, il responsabile, ci spiega quali sono gli atteggiamenti e il comportamento che dovremo tenere durante il corso. Alla fine invita tutti a non andar via subito col cane, ma a lasciar giocare gli animali in un momento di libera conoscenza, gioco e socializzazione, altrettanto importante del corso. Giuditta mostra di gradire tantissimo e si lancia a giocare contemporaneamente con il maggior numero di cani possibile, saltando di quà e di là come un'invasata. Ogni tanto passa da me a salutarmi raggiante. E' felice. Anche Tesla pare più tranquilla.
Decidiamo dopo una mezzoretta di lasciare il campo e rimango meravigliato dal vedere come Judi si faccia tranquillamente accarezzare da tutti i presenti senza dare segni di paura. Mentre raggiungiamo l'auto io e Ale proviamo a mettere in pratica i primi consigli di Pierangelo e Umberto e conduciamo "al piede" Tesla e Judi fino alla macchina, e le ragazze rispondono meravigliosamente. Siamo contenti come scolaretti al primo giorno di scuola!
Al rientro a casa decidiamo di darci appuntamento ai campi, dove già ci aspettano Margot, Pepe e Groucho (i tre labrador biondi) e il loro padrone, e alla compagnia si aggiunge anche Mila (il proiettile) e Penny (un pastore tedesco femmina, grande e maestosa). Judi gioca fino allo sfinimento con Mila-il-proiettile poi cede il turno agli altri cani che sembrano voler sfiancare la povera cagnolina. Ancora un giretto poi si rientra, Giuditta sembra veramente esausta, si trascina sul tappeto e inizia a ronfare fino alle 22.30, quando sono costretto a svegliarla per farle fare il giretto serale. Al rientro le faccio trovare in cuccia un regalo, data l'importanza della giornata: un profumatissimo ed enorme osso di prosciutto! Lo metto nella cuccia, nella speranza lei ci entri, e lei in effetti ci entra, dalla finestra vedo spuntare il suo culone dalla cuccia. Dopo due secondi era già fuori, con l'osso in bocca...

P.S. In molti mi hanno chiesto chi fosse Indio. Ebbene è mio fratello, è un artista e anche molto altro ancora. Indio è il suo nome di Capoeira, infatti è insegnante di Capoeira a Como. Quello raffigurato è uno dei suoi quadri, uno che amo particolarmente. Prossimamente pubblicherò alcuni suoi lavori.