domenica 14 marzo 2010

Corso di obbedienza 4° lezione



Nella foto: in prossimità della "vasca olimpionica di Tesla", lo struzzo Giuditta infila la testa sottoterra, perdendosi il meraviglioso spettacolo delle montagne innevate.


4° lezione al corso di obbedienza. Le orde dei mongoli hanno abbandonato le radure di Lomagna, non vi è nessuna traccia di Gengis Khan e dei suoi cani, e quindi il gruppo storico si è ricompattato allegro e felice.
Pierangelo ci testa uno ad uno nella conduzione del cane, ci cazzia a dovere, ma alla fine si complimenta con tutto il gruppo: stiamo lavorando bene. Ai comandi classici già visti, "piede" e "alt", aggiungiamo il "gira" e, da oggi, anche il "seduto". Giuditta si comporta bene con i primi tre ma col "seduto" sembra non capire: se io mi metto davanti a lei, si siede perfettamente, ma se il comando lo do mentre lei è al mio fianco non c'è verso di farla sedere. Mi sgolo, ma lei mi guarda con sufficienza, compatendomi come se fossi un pazzo invasato. Pier non vuole che io le vada davanti, mi dice di tirarle la coda verso il basso, ma lei oppone una resistenza incredibile e non mi va di farle violenza, anche minima, per forzarla, quindi faccio come gli studenti: quando il Pier non mi può vedere io mi metto velocemente davanti e le do il comando. Judi sembra capire e si siede subito, così torno velocemente a posto con un bel sorriso compiaciuto sulle labbra, Judi è seduta tutta orgogliosa al mio fianco e sembriamo proprio una perfetta coppia da scena finale di un bel film strappalacrime. Roba da tramonto sullo sfondo, violini e archi in crescendo e inquadratura che parte da noi e poi si alza fino ad inquadrare tutta la valle, il mare le montagne e poi lentamente sfuma nei titoli di coda. Io l'accarezzo sul testone, le sorrido e mi pare di cogliere un guizzo complice nei suoi occhi.

Abbiamo iniziato anche noi a dare da mangiare a Judi solo cibi preparati da noi, quindi basta crocchette e basta foraggiare le multinazionali: ora si parla solo di riso, ricottine, verdure, carne cruda e cotta, e in cucina sono comparsi pentoloni e pezzettoni di carne. Ieri mentre preparavo il suo pastone con riso bollito e carne trita, la mia gatta Egle mi guardava perplessa, quindi ho provato a metterle un po' di carne trita nella sua ciotola. L'ha annusata come avrebbe fatto la regina d'inghilterra con un piatto di cavallette fritte, si è girata verso di me con aria di sufficienza e si è allontanata offesa senza neppure assaggiarla!
Due secondi dopo la stessa carne era già scomparsa, fagocitata dalle fauci di Judi!

La primavera è alle porte, la temperatura è decisamente più gradevole e i contadini hanno iniziato ad arare i terreni per la semina. Uno dei due campi delle stoppie è quindi sparito ed è venuto a mancare uno dei suoi luoghi preferiti, ma in compenso ho scoperto che Judi ama alla follia correre come una pazza nella terra appena arata, morbida e profumata, abbaiando come un ossesso. Arriva perfino, al culmine dell'eccitazione, a sdraiarsi felice nella terra calda, come se fosse sul tappeto di casa, e devo dire che in questo non ha tutti i torti. Per curiosità mi sono avvicinato a lei e ho provato anch'io a sedermi e a respirare per qualche minuto quegli odori forti, in mezzo ad un campo appena arato.
Non ditelo a nessuno: è veramente bello.

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