sabato 17 agosto 2013

L'Amore che lega


Dopo quasi due mesi di terapia Judi sembra reagire molto bene.
Non ha più avuto problemi di artrite o altro, l'appetito è sempre molto buono e la vivacità ottima. Durante le passeggiate è molto più vivace e felice, corre salta abbaia e gioca molto più di prima. Si vede che sta bene.
Il suo star meglio si ripercuote anche sulle relazioni: è diventata più sicura di se' e mostra di aver meno paura delle persone. Anche se resta sempre un po' fifona, la sua distanza di sicurezza, o di fuga, si è di molto ridotta. In più si mostra spesso molto terrritoriale e protettiva con noi, soprattutto quando tutto il suo "branco" è riunito. Quelle sono le occasioni in cui è felicissima. Al mare la passeggiata serale in gelateria era una fonte di gioia incredibile per lei, anche se dovevamo per forza di cose attraversare il popolato paese. Judi era raggiante!
Senza contare che portare in giro Judi vuol dire ricevere spesso decine di complimenti dalle persone, con i bimbi che vogliono accarezzarla, le "sciure" che ti fermano e ti raccontano la loro vita e dei loro animali e così via. E nei luoghi pubblici, ristoranti, bar, pizzerie la Judi è veramente un cane splendido. Si sdraia ai nostri piedi e non si muove di lì, silenziosa e tranquilla. A questo aggiungo che ha sviluppato un ulteriore attaccamento nei miei confronti e nei confronti degli altri membri del "branco".
Vuole spesso dormire di fianco al mio letto, mi cerca con più intensità e pare mostrarmi molto più affetto di prima. Come se il curarla e guarirla avesse scatenato un attaccamento più forte.

E' così anche per noi: quando stiamo male non abbiamo molta voglia di giocare, saltare o stare con la gente. Ma quando qualcuno si prende davvero cura di noi, nel fisico e nell'anima, e ci aiuta a "guarire" allora si crea un vincolo che ci terrà per sempre legati...


Judi guarda sognante la luna...
    
La terrazza sul mare da dove Judi osservava con piacere il mondo circostante...





martedì 18 giugno 2013

Una nuova avventura

Una nuova avventura che si chiama Leishmaniosi.


E’ iniziata con una dermatite molto strana, localizzata ai gomiti, che apparivano gonfi e “gommosi”. Tempo fa avevo notato che sui gomiti le erano comparse delle piccole croste biancastre, ma pensavo fosse dovuto al punto di contatto col terreno, dove si appoggiava quando si sdraia. Poi la pelle è diventata sempre più rossa e si sono formate delle lesioni, come delle abrasioni. Abbiamo tentato, con la veterinaria, di trattarla come dermatite atopica ma era davvero molto strana e non riuscivamo a vedere miglioramenti. Dopo una settimana ho telefonato alla veterinaria perchè mi pareva che Judi avesse qualcosa che non andava e al telefono le dicevo che sembrava facesse molta difficoltà a muoversi, “come se avesse l’artrite”. A queste parole la bravissima Franca, la nostra super veterinaria, mi ha detto che dovevamo vederci in ambulatorio, perchè aveva un sospetto…
Il test è risultato positivo, non c’erano più molti dubbi, quindi analisi del sangue, delle urine e tutto l’ambaradan. Pare che (per ora) i reni funzionino bene, e quindi abbiamo iniziato subito la terapia:
2 iniezioni al giorno che le devo fare io, per 28 giorni e una pastiglia per 6 mesi
Ieri, dopo i primi giorni in cui ci sentivamo quotidianamente al telefono e dopo una iniezione di cortisone domenica mattina, perchè non riusciva più ad alzarsi, abbiamo fatto una visita di controllo, dopo circa 10 gg di terapia. Ha messo su un kg in poco più di una settimana (ne aveva persi 4!), l’appetito è sempre ottimo, reagisce alle cure e pare che la dermatite stia, anche se molto lentamente, migliorando. Almeno i gomiti non sono più gonfi, anche se rimane ancora infiammata la zona.
Sono moderatamente ottimista, la vitalità è discreta e talvolta è proprio bella vispa, ma la malattia è una cosa seria e questa sarà forse l’avventura più importante della sua vita.
Vi aggiornerò presto

Neve...

Neve...
Neve...
Finalmente ci siamo decisi e siamo andati con Judi a passare qualche giorno in val Badia, immersi nel silenzio e nella neve. L'arrivo non è stato dei più tranquilli, infatti Nebbia, un'enorme femmina di san bernardo che abitava coi padroni della pensione, ha pensato bene di aggredire subito Judi, tanto per chiarire chi comandava, e questo ha creato un po' di caos. Ma chi ci ha perso è stata proprio Nebbia, infatti i padroni, gentilissimi, si sono prolungati in mille scuse e l'hanno subito allontanata, e per tre giorni non l'abbiamo più rivista.
Judi si è ambientata subito nel paesaggio alpino e ha iniziato fin dal primo giorno a sguazzare felice nella neve, pareva proprio raggiante. In albergo è stata bravissima e alla sera era sempre la più ammirata da tutti nella saletta del camino dove andavamo a leggere e a rilassarci.
Le passeggiate la eccitavano tantissimo ma dovevamo sempre essere tutti sotto il suo controllo visivo, altrimenti andava in ansia se spariva un componente della famiglia, e non dava pace finchè non ricompariva. Dopo una lunga camminata in salita io e Ele siamo tornati giù con lo slittino, mentre Anna rientrava insieme a Judi a piedi. Ebbene finchè non ci ha ritrovati tutti insieme era in ansia pazzesca. E' proprio un pastore...

Nella neve fino al ginocchio...
Nella neve fino al ginocchio...
Ti va di tirarla un po' tu la slitta?
Ti va di tirarla un po' tu la slitta?
Foto di famiglia
Foto di famiglia



Quasi arrivati
Quasi arrivati
A Merano, breve pausa ai mercatini per mangiare wurstel & crauti (noi...)
A Merano, breve pausa ai mercatini per mangiare wurstel & crauti (noi...)

sabato 7 aprile 2012

Selvatica



Una delle cose che mi lascia sempre meravigliato nella mia storia con Judi è la sua tenace, caparbia e quasi insolente testardaggine nel voler essere selvatica. Mi spiego meglio.
Lei ama da morire correre libera nei campi, respirare il freddo dell'inverno, sguazzare nel fango mentre piove a dirotto, rotolarsi nel letame e nella cenere. Le ore che passiamo a passeggiare non le bastano mai, e quando è il momento di rientrare spesso si impunta e non vuole venire a casa. E' commovente, perchè si lascia prendere, ma rimane seduta a guardare i campi, con aria malinconica.
Io lo so che mi ama. So che abbiamo un legame forte, e il mese scorso ha anche aggredito un grosso cane perchè si era avvicinato troppo a me. Mi protegge, mi ama, è legata a me in modo fortissimo. Ma lotta costantemente per la sua fonte di gioia: l'essere libera e selvatica. Prova un grande amore per me ma è pervicacemente attaccata al bisogno di essere selvatica.
Mi sta dicendo: io ti amo, ma la mia vita è essere libera, selvatica. In casa soffro, anche se accetto di starci. Però la MIA gioia, la MIA felicità è stare fuori, in mezzo a mille pericoli, rischiando di morire, di fame o aggredita. Ma amo da morire sdraiarmi nell'erba bagnata e sentire il vento sul mio pelo sporco da far schifo. E mi dice anche: vieni anche tu! Senti come è bello! Sii libero anche tu!
Quella cagnona mi sta dicendo una cosa fondamentale:
l'Amore che sento per te non può e non deve annullarmi. Io ti voglio bene, ma la mia vita richiede di essere fedele alla mia anima selvatica. A ciò che appartiene alla mia, e solo alla mia anima. E chiedo a te di fare altrettanto.
Penso che nessuno, esseri umani compresi, mi abbia mai amato con la stessa libertà, e nello stesso tempo mi lascia un compito difficile: capire cosa alimenta la mia anima, cosa mi rende davvero felice. E una volta compreso non rinunciarci, per nessuna cosa o persona al mondo, ed inseguirlo con la stessa paziente caparbietà.

sabato 13 agosto 2011

Alpe di Lemna (CO)



Ancora una gita fuori porta, organizzata in fretta. Diego mi chiama e mi invita a fare una gita vicino a loro, destinazione Alpe di Lemna, sopra al paese di Faggeto Lario, circa un’oretta di camminata.

Preparo i panini, organizzo la giornata con le figlie e parto!


Giornata splendida, Judi in gran spolvero e nipoti molto eccitati!

Il posto che raggiungiamo è bellissimo, sembra di essere a Masanti: enormi faggi su un alpeggio che mi ricorda molto il nostro Pian da Iass (come si scrive??), con tanto di cavalli al pascolo brado. Ho capito perchè a Indio piace tanto questo posto…



Il posto è incantevole, e siamo da soli! Ci godiamo il silenzio e il sole. I bambini giocano arrampicandosi sugli alberi, una poiana volteggia pigra, i cavalli pascolano…. sembra di essere giunti ad un piccolo paradiso… parliamo poco, siamo senza parole…..

Mangiamo tutti seduti attorno ad un telo posato sull’erba, attorno a noi un bellissimo panorama, il clima è rilassato. Poi ognuno di noi si ritira in un proprio spazio: i bambini giocano in uno stagno, io ed Ele rimaniamo con Judi a giocare, altri dormono poco lontano…. meraviglioso… anche se riesco per un pelo ad impedire a Judi di rotolarsi su una montagna fumante di sterco di cavallo fresco… per un pelo!





Epilogo

questa mattina porto Judi a fare un bel giro nei campi. E’ felice, corre come una matta qui e là, poi sparisce per qualche minuto e mi ricompare vicino scodinzolando allegra. La guardo e mi sento male: me l’ha fatta! ci è riuscita! Si è finalmente rotolata su qualcosa di realmente nauseabondo, e si mette in mostra come se avesse appena fatto il bagno nello Chanel n°5…

Sono momenti che ogni padrone di cane ricorderà in eterno….



mercoledì 10 agosto 2011

Gita al lago d'Arpy


Il meraviglioso lago d'Arpy, presso la Thuile, con il Bianco, a sinistra, sullo sfondo

Il meteo dava finalmente tempo bello e stabile e noi volevamo provare a portare Judi a fare una camminata in montagna, quindi programmiamo tutto, panini, zaini, pile (si legge “PAIL”…), scarponcini ecc. Meta: il colle san Carlo in val d’Aosta, da cui parte il sentiero facile per il lago d’Arpy, nelle vicinanze di La Thuile.

Partenza di mattina presto (si fa per dire…), viaggio perfetto in una autostrada quasi deserta e arrivo al colle dove troviamo centinaia di auto parcheggiate! Ma con un po’ di culo troviamo subito parcheggio proprio di fronte all’attacco del sentiero. Judi scalpita, e affronta la salita come se tirasse una slitta finlandese tutta da sola…



Incrociamo decine di famigliole con bimbi e tanti tantissimi cagnolini e cagnoloni. Judi inizia a sentirsi a proprio agio, anche se continua a tirare come un Husky, e talvolta si sofferma anche ad annusare i tanti, nuovi, odori. Buon segno. La passeggiata continua con un crescendo di piacere e in circa un’oretta siamo arrivati. Il lago è incantevole, ma l’aria è decisamente frizzante, per non dire… fredda!!


Arrivati al lago cerchiamo un angolo un po’ più riparato dal vento gelido e riusciamo a trovare un posticino niente male. Appena Ele sistema il telo sull’erba Judi ritiene che una tale gentilezza sia rivolta a lei e quindi si siede bellamente al centro del telo strappandoci una sonora risata collettiva.


Cerco a fatica di conquistare un angolino del telo e come risposta Judi si SDRAIA proprio di fianco a me occupando quasi tutto lo spazio disponibile, ed Ele decide di immortalare la scena!


Judi non disdegna neppure di farsi un bagnetto nel lago ghiacciato, ed è pure felice come una pasqua!


Ancora una foto e si rientra. Una lunga passeggiata e siamo alla macchina, e decidiamo di passare da La Thuile per fare un giro in centro e magari prenderci un gelato. Optiamo invece, data la temperaturina non proprio calda, per una meravigliosa cioccolata calda con panna montata. Chiediamo al proprietario se possiamo entrare col cane e ci dice che non ci sono problemi. Judi è meravigliosa, come sempre. Ci sediamo al tavolino, lei si sistema ai miei piedi e dopo pochi secondi si sdraia a terra perfettamente rilassata. Come non averla. Alla fine risaliamo in macchina e dopo i primi tornanti già dormono tutti.
Come ogni viaggio mi trovo da solo a guidare, da solo coi miei pensieri, mentre la mia famiglia dorme tranquilla. Judi compresa.
E come sempre mi capita, provo una piacevole sensazione…

mercoledì 1 giugno 2011

Judi e le coccole

Qui vedete la classica posizione di Judi quando chiede un po' di coccole...



Ele & Judi




Judi è una gran coccolona, e appena possibile si prende una dose infinita di coccole e carezze. Sembra non averne mai abbastanza... Questo video è stato girato questo inverno...

mercoledì 15 dicembre 2010

Giocando con le foto

Io e Judi star del Web...

Mia figlia Ele (!) mi ha suggerito un simpatico sito che permette di fare bellissimi fotomontaggi in un solo clic. Ecco il link:
http://it.picjoke.net/
Ho provato a giocare un po' con le foto di Judi, e mi son perso via per parecchi minuti. Davvero divertente. Si possono fare anche simpatiche foto per natale...
Divertitevi!

Io e Judi star del Web anche fra i cani...


Ah, l'Amore....


Anche io sono nel cuore di una bionda...

Judi and Hugo, for President!


lunedì 6 dicembre 2010

Finalmente l'Inverno



Lo so che può apparire strano, ma io e Judi non vedavamo l'ora che arrivasse l'inverno. Quelle belle giornate fredde, la neve, il camino che va in continuazione, mi danno un senso di pace che non provo in nessun'altra stagione. E adesso finalmente ci siamo. Le uscite nei campi sono proprio momenti di gioia, sia per me che per Judi, che corre come una matta mangiando tonnellate di neve. C'è poca gente in giro, se escludiamo i cacciatori che quest'anno non hanno ancora abbandonato i terreni e continuano imperterriti a sparare al nulla, e quindi si sta bene nei campi. L'erba ha smesso di crescere, i prati sono liberi e tutti i sentieri sono praticabili, a differenza dell'estate dove gran parte di essi erano invasi da ortiche alte come me, e andare in giro adesso è un vero piacere da intenditori. Anche perchè la natura ti regala immagini veramente poetiche...

Un'alba nella nebbia...

...e un tramonto brianzolo DOC...

Giuditta si sta lentamente, molto lentamente, riappropriando del suo carattere. Prima, pur giocando con tutti i cani, aveva perlopiù un atteggiamento remissivo, soprattutto se trovava qualche cane un po' aggressivo. Dopo una lunga terapia a base di gioco col sottoscritto, durata tutta estate, ho notato che Judi diventava sempre più sicura di sè. Nel gioco mi saltava addosso felice e sicura per cercare di prendermi gli oggetti con i quali la facevo giocare: legni, stracci, pannocchie, e anche le mie magliette che tenevo in mano! Chi mi avesse visto in quei momenti avrebbe potuto pensare che un lupo bianco stesse assalendo un uomo: mi abbaiava, saltava di quà e di là, correva come un'indemoniata in un gioco sempre più coinvolgente e "fisico". Quasi come se "facessimo la lotta"...
Verso la fine dell'estate, durante una passeggiata, sbucando da un boschetto si imbatte improvvisamente in Asia, un incrocio di pastore tedesco molto aggressiva, che le si lancia contro subito senza darle il tempo di scappare. Ebbene Judi ha tirato fuori i denti e si è lanciata in una bella rissa coi fiocchi e controfiocchi. Non si è affatto sottomessa, e per la prima volta da quando ce l'ho, ha tenuto testa perfettamente a quell'antipatica. L'ho vista proprio combattere per difendersi, è durato una manciata di secondi, poi è corsa subito da me, un po' orgogliosa e un po' spaventata. Io l'ho tranquillizzata e le ho fatto i complimenti, perchè ritengo che per lei sia stato molto importante riuscire a tener testa a quel cane, la sua autostima ne aveva proprio un gran bisogno. Mi sentivo proprio orgoglioso di lei! Il padrone di Asia invece, appena preso la sua bestiola, ha iniziato a picchiarla, chiedendomi scusa per quello che aveva fatto. Judi non aveva riportato neppure un minimo graffio, anzi ne era uscita molto fortificata, quindi le ho detto di non preoccuparsi, ma di non picchiare il cane, non ne aveva colpa. Poi ci siamo allontanati, e Judi trotterellava vicino a me orgogliosa e un po' frastornata, issando la sua coda come una bandiera dei pirati, la bocca semi aperta, le orecchie belle dritte e uno sguardo da furba stampato sul muso.
Se solo prendesse realmente coscienza di che cane è, diventerebbe un vero splendore, esattamente come quando la vediamo noi nelle nostre passeggiate, quando è completamente libera e sicura.

Questo bel primo piano di Judi nella neve meriterebbe un racconto di quello che combina quando nevica, ma lo rimando ad un apposito post.

martedì 28 settembre 2010

Test d'estate

Masanti di sopra (PR). Eleonora riesce, con una sola foto al volo, a cogliere un'espressione di Judi che io in 8 mesi non sono ancora riuscito a beccare. Accidenti...! (il cane è quello a sinistra...)



Era quasi un test. Volevo portare Judi nei "miei" boschi e vedere come si comportava durante un'uscita in luoghi per lei sconosciuti e pieni di mistero. Volevo verificare in particolare il suo comportamento verso di me: mi sarebbe stata vicina? Sarei riuscito a riprenderla? Programmo tutto con mia figlia, le cose da portare, il tempo in cui staremo via, la spesa da fare. Contatto mia madre e le chiedo se vuole essere dei nostri. Anche per lei, tornare dopo più di 20 anni in quei boschi dev'essere un'emozione notevole, e accetta quindi di buon grado. La partenza è prevista per i primi di agosto.
Il viaggio scorre via liscio liscio, con una breve pausa per farla sporcare. Judi in auto inizia davvero ad essere brava. La nostra meta è Masanti di Sopra, un paesino sperduto nell'appennino parmense, dove ho passato tutte le estati della mia giovinezza e dove ho lasciato il ragazzino che si arrampicava sugli alberi e pescava le trote nel torrente.
Forse sono qui proprio perchè ho intenzione di ritrovare quel ragazzino.... chissà....
Le giornate sono splendide, e Judi nei boschi è bravissima. Quando poi riesco ad uscire solo con lei le emozioni aumentano in modo esponenziale. Spesso mi fermo nel bosco, nel più totale silenzio. Non si sente nessun rumore di civiltà, solo alberi che si muovono, acque che scorrono e folletti e ninfe dei boschi che appaiono ovunque. Mi siedo su una roccia, guardo Judi che annusa intorno, l'accarezzo piano e penso che questa, esattamente questa, è pura felicità.

La settimana programmata scorre ad una velocità stratosferica, vediamo stellate inimmaginabili, contiamo a decine le stelle cadenti e ripartiamo con la voglia di tornare il più presto possibile. Detto fatto.
Dopo una settimana, poco dopo ferragosto, sono di nuovo a Masanti, i funghi hanno iniziato a spuntare e io voglio cogliere al volo l'occasione di uscire ancora con Judi sulle "mie" montagne. E ancora sono emozioni intensissime....


La partenza al buio, i funghi, i profumi della montagna, Judi che mi segue ovunque.... un ricordo meraviglioso. Al rientro ho deciso: per l'anno prossimo cercherò qui una casa in affitto, voglio tornare a vivere queste emozioni.
Ho finalmente ritrovato il ragazzino...


lunedì 7 giugno 2010

Antonello e Giusi

Antonello e Giusi il 29 luglio prossimo fanno il Grande Balzo in Avanti, come diceva il grande Mao Zedong (non sveliamo come andò a finire...), e io mi sono divertito ad interrogare gli astri e ho fatto un'analisi attenta degli anagrammi delle parole "GIUSI ANTONELLO".
Ecco i risultati.

Partiamo da indicazioni prettamente culinarie: "galline ustiono" e "agnelli ustiono" che forse fanno riferimento alla Giusi, poi troviamo quella che potrebbe essere una sua dichiarazione riguardo a come ha fatto a convincere Antonello: "ingenua lo tolsi!", poi, minacciosa: "gliela intono sù!" Oppure, parlando con tono deciso ai fratelli di Antonello e facendo riferimento ai suoi doveri ormai imminenti: "estingua il nolo!" Diamine! Loro risposero: "il tuono segnali!" donna! E poi, più preoccupati: "non usi tagliole?".
Giusi, rispondi, come hai reagito alle loro dure parole? "Negai lo insulto!"

E pensare che Antonello, nei momenti più romantici si definiva addirittura "il segnalino tuo!" quando la guardava languidamente negli occhi. E gli amici, quando han saputo che facevano tutto da soli furono anche cinici: "no agenti? Illuso!" E altri cercarono brutalmente di convincere Antonello a non farlo, suggerendogli una scappatoia per uscirne:"Illuso! Nègati, no?!" Ma Antonello ormai era partito: "lui: noto segnali..."

Alla ricerca di nuovi anagrammi poi ho scovato anche un politico: "noi Lega? Insulto!" e un misterioso : "allego tunisino" che non si sa bene a cosa si riferisca.
Poi, alla fine, l'ho trovato.
Eccolo il vero motivo per cui si sposano.
Chiaro e sintetico come gli anagrammi sanno essere.
Ecco perchè si sposano, ecco perchè si consacrano...
ecco perchè hanno deciso finalmente di andare un chiesa a farsi consacrare
perchè...
"UNTI SONO LEGALI".

mercoledì 26 maggio 2010

La prima volta non si scorda mai...

nella foto: Judi gioca a nascondino nel grano ormai alto


Siamo in pieno periodo di "prime volte"!!

L'altro giorno, per la prima volta, Judi ha abbaiato quando mia figlia ha tentato di entrare in casa ma ha trovato la porta chiusa. Eravamo tutti sul divano, con lei spalmata sul tappeto, Ele era giù dal vicino a giocare con il piccolo Matteo. Quando è salita ha trovato la porta chiusa, e il rumore della maniglia che girava ha scatenato il deciso abbaio (si dice così?) di Judi, che poi si è tranquillizzata quando ha capito che era la Ele.

Ieri sera, per la prima volta, l'abbiamo liberata anche nella passeggiata serale.
Eravamo io, Anna e Ele, la serata era fresca e piacevole, la luna faceva una discreta luce quindi abbiamo deciso di fare una passeggiatina nei campi, senza allontanarci troppo. E l'abbiamo liberata.
Giuditta ci stava vicino ma era raggiante e lo si capiva: scodinzolava felice, correva e poi tornava da noi a farsi coccolare.

Giunti al limitare del boschetto che porta dall'apicultore abbiamo visto alcune lucine nel buio: LUCCIOLE!!! Per la prima volta in quest'anno ieri sera abbiamo anche incontrato questa meraviglia della natura. Allora ci siamo addentrati di più nel boschetto, giusto pochi metri e abbiamo visto decine di lucciole che uscivano lentamente dal bosco. Uno spettacolo magico. Per alcuni minuti siamo rimasti incantati, in silenzio, al buio, a gustarci questa magia!

Sulla strada di ritorno Anna ha proposto di tentare di rientrare a casa senza mettere il guinzaglio a Judi. Era veramente felice ieri sera e quindi poteva essere una buona occasione per fare un tentativo, tanto più che non c'era anima viva in giro (peggio per loro, non sanno quel che si perdono...). Judi è stata fantastica. E' venuta con noi e per la prima volta è rientrata a casa senza uso del guinzaglio. Immaginatevi le feste che le abbiamo fatto quando ha varcato la porta di casa!

mercoledì 19 maggio 2010

Giuditta cane da guardia

Lo aspettavo da tempo.
Aspettavo il momento in cui Judi avesse dato segni di territorialità e di protezione nei confronti del "branco" in cui vive, e ieri sera è accaduto. Vale la pena di raccontare quello che, agli occhi di un neofita, passerebbe come un banale episodio ma che, conoscendo la storia di Judi, assume invece un altro significato.
Di solito Judi passa le sue serate, mentre noi ceniamo, tranquillamente spaparanzata sul tappeto davanti al divano. Lì si stiracchia e se la dorme beatamente. Quando invece viene Alessandro a cena da noi (il ragazzo di mia figlia), Judi è sempre molto spaventata e chiede di andar fuori sul balcone, nella sua cuccia, dove finalmente si tranquillizza. Ieri sera invece, mentre i due ragazzi stavano al piano di sopra, lei gironzolava inquieta in cucina, dove invece non viene quasi mai, e mi stava particolarmente attaccata. Se mi spostavo dal lavello al frigor lei mi seguiva, se uscivo sul balcone a buttare la plastica mi veniva dietro, e così via. Egle impazziva e le soffiava come un cobra, anche perchè ha sempre considerato la cucina come un "suo" esclusivo territorio, ma io non ci badavo, anche perchè la cucina era un po' affollata, con Anna e Ele che si davano da fare.
Quando Ale è comparso alla fine della scala per venire a tavola io stavo sistemando qualcosa nel frigor e davo le spalle a Judi che, dietro di me, distava più di 5 o 6 mt da Ale, in quell'istante proprio al primo gradino della scala che porta al piano di sopra.
Ebbene Judi ha brevemente ringhiato verso di lui!
Era lontana da lui, e tra loro c'era anche il tavolone da pranzo, avrebbe potuto scappare via e invece se ne stava in mezzo a noi quattro ed ha ringhiato, ha mostrato di voler proteggere il branco!
All'inizio non ci ho fatto caso, ero girato, poi ho guardato Ale e gli ho chiesto se avevo sentito bene, se era vero che gli aveva ringhiato. Ebbene sì, l'abbiamo sentito solo io e lui da tanto era debole il ringhio ma era vero!
Io l'ho accarezzata e tranquillizzata e ho detto ad Ale di far finta di niente, non guardarla assolutamente e ignorarla nel modo più assoluto, come se non esistesse, e di mettersi a tavola vicino a me. Se avesse dato ancora altri segni di aggressività sarei intervenuto io.
Judi invece si è tranquillizzata subito, e non si è più allontanata. E' rimasta per tutta la cena sotto il tavolo, tra le nostre gambe, compreso quelle di Ale, al quale non ha più rivolto nessun cenno. E' rimasta tranquilla tutta sera sotto il tavolo a dormicchiare, con le gambe di Ale a pochi centimetri da lei!!! Tranquilla e senza il minimo segno di aggressività, ma neppure di paura.
Come se quel piccolo segno di orgoglio o coraggio o autostima che ha fatto, l'avesse resa più sicura e meno paurosa.
E' sicuramente positivo tutto ciò che è successo, anche se ora occorrerà stare attenti al fatto che Judi non si lasci "troppo" prendere dal senso di protezione nei nostri confronti e di territorialità.
Mentre cresce sempre di più la sua autostima dovrà anche crescere la fiducia nei confronti degli altri, oppure, ed è quello che cerchiamo con l'addestramento di farle capire, quando è con il suo "capo-branco" non deve aver nulla da temere.
Per questo quando ha ringhiato io l'ho tranquillizzata e poi ho parlato con Ale e gli ho imposto di mettersi vicino a me. Tutta la scena, tradotta in linguaggio canino, significava:
Judi che ringhia e guarda Ale negli occhi "Hei, Ugo! C'è un estraneo pericoloso qui!"
Ugo che parla con Judi e la tranquillizza: "Brava Judi, adesso ci penso io! Ho visto! Non è pericoloso, ma lo controllo io stesso da vicino!"
Ale che non guarda mai Judi negli occhi: "tranquilla Judi, non ti affronto, non voglio essere pericoloso, me ne sto qui buono buono"
Risultato: Judi orgogliosa e tranquilla che dorme sotto il tavolo.
Non c'è male.

martedì 11 maggio 2010

Mostra di Indio


Indio, che poi sarebbe mio fratello, fa una mostra a Como, presso l'Art Cafè "I 5 sensi" in via Diaz al 56. E' una buona occasione per vedere da vicino i suoi quadri ed eventualmente acquistarli.
Oppure per conoscerlo di persona e scambiare quattro chiacchiere.
E non dimenticate che Como è una città molto bella...

P.S. questo post ha come etichetta Good News, una nuova sezione... non perdiamo di vista anche le buone notizie...

mercoledì 5 maggio 2010

Pedemontana

E via!
Visto che siamo in vena di depressione guardate il tracciato della Pedemontana:
http://www.pedemontana.com/googlemap.php?search=bernareggio
Studiatevelo bene.
Osservate con cura i campi e i boschi che spariranno e immaginatevi i TIR da e per Malpensa che passeranno di qui e tutti quelli che vorranno tagliar fuori milano.
Provate ad immaginare il rumore, visto che già adesso uscendo nei campi la sera (ma anche di giorno) si sente chiaramente il rumore della tangenziale, figuratevi un po' un'autostrada a 6 corsie, 3 per ogni senso di marcia.
E tutto quel bel macello di strade in basso, vicino a Bellusco, è un'area di servizio!
Perchè ne avevamo bisogno, cavolo, di una bella area di servizio, che se va bene chiameranno "Area di servizio Villanova"! C'é da esserne orgogliosi!
Ma siamo sicuri che questo si chiami "progresso"?
Siamo davvero convinti che migliorerà la nostra vita?
Non è che, per caso, ci stanno togliendo quel poco di bello e pulito che abbiamo (passeggiate gratis) e in cambio ci stanno dando nuove automobiline (da comprare...) e nuove strade da percorrere (a pagamento...)?
Il "progresso" vuole che si spenda, si consumi. Che si usi sempe di più l'auto, forza! Consumare! Consumare! Acquistare auto nuove, magari ecologiche (ma dove erano queste auto ecologiche che adesso spuntano come funghi? Dove erano qualche anno fa? Perchè ci dicono che l'auto a idrogeno sarà utilizzabile solo nel 2040 e non da subito? E, guarda caso, proprio nel 2040, quando è previsto un esaurimento delle risorse petrolifere? E' una coincidenza?) e con le nostre nuove automobiline ecologicissime sfrecciare su autostrade nuove fiammanti.
Così almeno tra un paio d'anni, con la nostra bella automobilina ecologica, staremo in coda in pedemontana invece che in tangenziale, vuoi mettere?
Non riesco a capire perchè, ditemelo voi, non si trovano mai i soldi per potenziare i mezzi pubblici, le metropolitane leggere, i treni pendolari, le piste ciclabili, ma quando si tratta di costruire una nuova autostrada, un ponte o quant'altro abbia a che fare con le auto i soldi si trovano sempre e subito. Perché?

I nativi d'America erano chiamati selvaggi...
Fatemi diventare selvaggio, vi prego. Salvatemi da questo progresso.

venerdì 30 aprile 2010

Questione di priorità

Mi sono capitati due episodi, a pochi giorni uno dall'altro, apparentemente privi di legame fra loro ma che, ad una analisi più approfondita, mostrano di avere entrambi una particolare visione sulle priorità della vita. Entrambi gli episodi riguardano discussioni che ho avuto con persone anziane.
Il primo episodio vede come protagonista mio suocero, il quale ha cacciato a malo modo la Ele dal giardino (giardino non suo, per la precisione, ma di mio cognato) perchè stava giocando con la palla, e questo poteva danneggiare le piantine del vicino orto. Il tutto, è bene dirlo, urlando e agitandosi come un ossesso, col risultato di far arrivare da me la Ele piangente e incapace di spiegarsi perchè lei non potesse giocare nel giardino. Domenica a pranzo ho sollevato la questione con lui, cercando con ironia di fargli capire che forse ha esagerato, e sono stato attaccato violentemente.
La questione era che io non capivo che le piante si rovinano.
Ma lo so benissimo che le piante si possono rovinare (anche se occorre precisare che si trattava di un leggero pallone di gomma, non un pallone da calcio in cuoio), fin lì ci arrivo anch'io. Quello che mi son permesso di dire è stato: "e allora? e anche se si rovina una piantina di aglio? cos'è più importante? Se un giorno avrò la fortuna di avere dei nipotini che giocano in giardino penso sarò felice di vederli, anche se dovrò sacrificare il decoro e le piantine del mio bel giardinetto, cavolo." Se poi aggiungiamo tutto quello che Ele ha passato questo autunno il solo vederla giocare mi riempiva il cuore di gioia, e delle piantine di pomodoro, perdonate, ma me ne importava di meno.
Apriti cielo.
Non l'avessi mai detto.
Si è riversato su di me con una violenza improvvisa che ha molte spiegazioni, e sulle quali è meglio sorvolare in questa sede, ma alla quale ho dovuto reagire. Il lupo che è in me, davanti a uno che ringhia in quel modo, ha mostrato i denti e ha aggredito. Anche perchè la tensione si stava orientando sulla Ele e io non volevo permetterlo.

Secondo episodio.
Ho l'abitudine di salutare cordialmente chiunque incontri nei campi, e questo certamente non è un uso al quale sono avvezzi i bravi brianzoli, così chiusi nel loro guscio da riuscire raramente ad aprire la gabbia dei denti in modo da mutare in un sorriso spontaneo il ringhio che li accompagna sempre . Proprio non ce la fanno, al massimo reagiscono con un mugugno indecifrabile, spesso ritardato di parecchi secondi.
Così quando ho incontrato nei boschi il "perfetto-brianzolo-vado-in-chiesa-tutte-le-domeniche-voto-leghista-roma-ladrona-immigrati-di-merda" che, pur abitando in paese da 20 anni non mi ha mai rivolto il benchè minimo sguardo, ho salutato con un sorriso e con un sonoro "buongiorno" anche se gli arrivavo di spalle e Judi tirava come una matta (forse non gli piaceva il suo odore...).
Questo bofonchia qualcosa che sembra un rantolo di un tisico e poi mi chiama indietro: "ah, senta! (come se si ricordasse solo ora) Io le devo dire una cosa: lo sa che lei non può lasciare libero il cane?". Con tono arrogante e aggressivo.
Si, lo so che fino al 15 agosto non potrei lasciare libero il cane, lo so che le piantine di aglio si rovinano se ci va sopra la palla, ma mi avete preso tutti per deficiente, per caso? Lo so, lo so perdio! Lo capisco anch'io. Anche una mente poco brianzola come la mia lo capisce, diamine!
E capisco anche la differenza che c'è quando incontro altri cacciatori del mio paese, gentilissimi e sorridenti, che mi chiedono sempre di Giuditta e vogliono sapere dei miglioramenti, e mi raccontano le esperienze con i loro cani. Gentili e mai arroganti hanno in cambio tutta la mia stima e il mio affetto
Qui invece ancora una volta mi ringhiano contro, e ancora una volta il lupo reagisce.
E ancora una volta capisco benissimo che anche qui è questione di priorità.

Cos'è più importante per te, caro suocero? Avere in perfetto e simmetrico ordine tutte le pianticelle dell'orto? Mi dispiace per te, caro suocero. Avrai un orto perfetto, con tutte le belle piantine allineate e rigogliose, ma ti perderai completamente l'impagabile bellezza del veder giocare tua nipote nel giardino.
Cos'è più importante per te, caro brianzolo doc? Che nessuno straniero (anche se abita a 100 mt da te) venga nel tuo feudo a toccare i tuoi assurdi privilegi di cacciatore? Mi spiace per te caro brianzolo d.o.c.g., avrai pure i tuoi privilegi che la legge ti concede (e spesso ormai le leggi tutelano solo i privilegi di pochi...), ma ti perderai l'occasione di costruire rapporti sereni e magari più gioiosi con chi ti abita vicino.
E forse con questo eviteresti anche di trasformarti un giorno nell'Olindo di turno.
Gran lavoratore, molto riservato, devoto alla moglie e massacratore di vicini di casa.

venerdì 9 aprile 2010

Il punto della situazione

Sono passati più di quattro mesi da quando Giuditta è comparsa nella nostra vita, e sento il bisogno di fare un po' il punto.
In casa Judi è veramente bravissima. E' un cane meraviglioso. Controlla molto bene i suoi bisogni e arriva anche ad attendere quasi 12 ore, talvolta, prima di liberarsi. Ha imparato anche a vincere la sua timidezza e comunicare quando ha assoluto bisogno di uscire: si piazza davanti alla porta d'ingresso e ti guarda con occhi languidi. Più si agita e più capiamo che il bisogno è forte, e noi abbiamo velocemente appreso a leggere queste e altre comunicazioni rendendo il nostro rapporto sempre più sereno. Se si riesce a comprendere cosa vuole il cane penso che le problematiche si riducano in modo significativo.
In genere le sue giornate sono così articolate: un'uscita lunga, di 1 ora o anche più, nei campi alla mattina, dove viene lasciata libera di correre felice, poi pappa, riposo in casa o sul balcone o in giardino del Mauro (alcune volte si spalma sul tappeto e non si muove, altre vuole uscire sul balcone, altre ancora mostra piacere nello stare giù in giardino. Noi cerchiamo di osservarla e di capire cosa vuole fare, compatibilmente con le nostre esigenze). Dopo pranzo, tra le 14.00 e le 16.00 circa, a seconda di quando posso, altro giro lungo, 1 ora o anche più, nei campi. Anche qui viene lasciata libera, senza guinzaglio. Poi si rientra, e mentre si prepara la cena lei dormicchia o dorme proprio, sul tappeto. La Egle invece rompe per avere la sua dadolata, e ti stressa l'anima finchè non ottiene quel che vuole, al contrario della buddista Judi che attende pazientemente la sua cena senza lamentarsi. Pare incredibile ma quando sono pronto e inizio a tirare fuori le sue cose dal frigo lei alza il suo testone e mi guarda: ha capito, non so come, che ora tocca a lei. Quando le porto la ciotola sul balcone lei mi segue scodinzolando e, contrariamente a prima, si avvicina alla ciotola mentre sono ancora a tiro. Se la cosa vi pare strana sappiate che Judi, i primi tempi, non si avvicinava al cibo finchè c'era qualcuno nei paraggi, e anche dopo lo faceva in modo assai guardingo, spesso prendendo un boccone e allontanandosi dalla ciotola, per poi tornarvi dopo. Noi abbiamo sempre cercato di lasciarle la massima tranquillità quando mangia e ancora adesso non voglio che nessuno la disturbi mentre ha il cibo nella ciotola e sta mangiando. Penso sia un momento molto delicato per un animale, lo è per noi figuriamoci per loro. Judi mangia sempre con enorme piacere la sua cena (basta crocchette, ora solo cibo preparato dalle mie manine) e spesso mi accorgo che non le basta, ha ancora fame. Lo capisco perchè si aggira per la casa annusando l'aria, leccando il piattino della Egle e guardandomi spesso con occhi languidi. Non si avvicina mai al nostro tavolo ad elemosinare cibo, ho capito che Judi non elemosina mai il cibo come fanno tanti cani, ha un carattere molto autonomo e una certa sua fierezza che le impedisce di "prostituirsi" per un po' di cibo. Quindi in quelle occasioni, se posso, le allungo spesso gli avanzi della cena, però sempre mettendoglieli nella sua ciotola.
Quando poi ha finito di cenare se ha voglia di entrare si piazza davanti alla porta del balcone e ci guarda con una faccia che dice: "fatemi entrare, vi prego!". Altrimenti si spalma nella sua morbida cuccia e si addormenta come un bimbo. Quando anche noi abbiamo cenato, la pancia è piena e siamo tutti rilassati e felici passiamo sul divanone e Judi diventa la star della serata! Sta quasi diventando un'abitudine: lasciamo il tavolo apparecchiato e tutta la cucina da sistemare e ci mettiamo a giocare con lei. Eleonora e Chiara riescono ad inventare giochi sempre nuovi e lei le segue con piacere. Spesso si eccita così tanto che poi si fa fatica a calmarla. Oppure c'è un clima più da coccole ed è allora che Judi dà il meglio di sè. Ha un enorme bisogno di coccole e sembrano non bastarle mai. La serata prosegue tranquilla fino all'uscita serale, il "giro del pensionato" cioè una tranquilla passeggiata attorno all'isolato, talvolta con una capatina veloce nei campi, ma sempre al guinzaglio. Quando rientriamo sono già tutti a letto, le imposte sono tutte chiuse e lei si mette davanti alla porta del balcone perchè sa già che lì c'è la sua cuccia. La saluto, le apro la porta e le auguro la buonanotte, come si farebbe con un bimbo. Per un cane (ma anche per noi, se ci pensate bene...), la regolarità e la ritualità dei gesti hanno un'enorme importanza.
Ma la vera Judi, quella libera e felice, quella senza paure e timori, la si può vedere solo nei campi.
Oramai la libero sempre, anche senza la "piuma di dumbo", Pier mi ha detto di fidarmi, che oramai posso lasciarla tranquillamente, e ogni giorno sento aumentare la fiducia reciproca. Non ci sono più le spiacevoli situazioni dei primi tempi, anche se devo ammettere che in quel caso ero io a sbagliare e non lei. Anzi più ci rifletto più mi rendo conto che lei mi ha dato fiducia fin dall'inizio, ero io ad essere in ansia, ad aver paura di non riuscire più a riprenderla e questa paura rendeva tutto più complicato. Soprattutto, come vedremo dopo, non la comprendevo, non capivo cosa voleva dirmi.
Le uscite in genere sono così: all'arrivo nei campi la tengo ancora legata finchè non abbiamo superato il primo campo di orzo, poi la libero, lei parte subito con una sgroppata felice di qualche metro e inizia ad annusare il mondo. Mentre cammino sul sentiero vedo che comunque lei mi viene dietro, non perde mai il contatto visivo con me. Spesso in questa fase mi precede e quando non mi vede arrivare mi aspetta. Se dobbiamo prendere un'altra strada, rispetto a quella dove è andata lei, basta chiamarla una volta e lei mi segue, mi supera e riprende a guidare il cammino. Se la osservate bene potete notare che ad intervalli regolari getta un'occhiata veloce verso di me, per accertarsi della mia presenza e della direzione verso la quale cammino, e poi riprende la sua attività molto intensa: caccia a tutto quello che si muove (uccelli, lucertole, farfalle, api), estrazione di materiale vario dalle profondità della terra, analisi olfattivo-organolettica di tutto ciò che la circonda, screening a 360° per visualizzare altri cani nei paraggi.
Ecco, gli altri cani.
Judi ha un amore spassionato per tutti i cani. Appena ne avvista uno deve assolutamente raggiungerlo e invitarlo a giocare. Si avvicina inviando sempre evidenti segnali di pacificazione (avvicinarsi con un giro lungo sul fianco e mai direttamente, testa e coda bassa, movimenti lenti e sguardo mai fisso sul cane) e poi invita chiaramente al gioco, col classico inchino sulle zampe anteriori e coda che si agita. Pochissimi resistono all'invito e quindi si trova ad essere la beniamina di tutti i padroni di cani. L'ho vista giocare anche con Denzel, un terrificante rottweiler che fa paura solo a guardarlo. Solo raramente ha ricevuto qualche rifiuto, e in quel caso è abilissima a sganciarsi velocemente a coda bassa, come se niente fosse. La sua strategia di sopravvivenza, sia con i cani che con gli umani, infatti è principalmente la fuga oppure, ma solo in seconda battuta e soltanto se la fuga le è totalmente preclusa, la remissività. Che a quel punto diventa totale. Una resa senza condizioni.
Giunti però in prossimità della fine del giro, quando capisce che si deve rientrare a casa, Judi si ferma, lascia che la distanza tra me e lei aumenti anche considerevolmente e inizia una silenziosa comunicazione col sottoscritto, fatta di sguardi e di movimenti della testa che, io penso, significano questo: "ti prego, stiamo ancora un po' qui!!".
Io provo a chiamarla, ad invitarla al gioco, a nascondermi, ma raramente questi stratagemmi raggiungono lo scopo di farla avvicinare. Allora devo inscenare la solita commedia: prendo di nuovo il sentiero in direzione dei campi e la invito felice a seguirmi, come se si iniziasse tutto da capo. Allora la vedi correre felice e scodinzolante verso di me tutta contenta: "che bello! facciamo ancora un giro!!". Io allora la accarezzo, le offro un biscottino e poi, con tutta la serenità possibile le dico: "adesso il guinzaglio Judi, andiamo a casa. Guinzaglio!" Lei si siede e si lascia fare, come sempre. A me spiace fregarla così ma non ho molte alternative, quindi io ci provo sempre con le altre strade, nella speranza che capisca quando è l'ora di rientrare e lo accetti serenamente, ma non sempre funziona.
Di sicuro so che fa così non perchè vuole scappare da me, ma perchè vuole semplicemente prolungare il più possibile il tempo che passiamo nei campi. Infatti, alcune volte, mentre si sta rientrando, si sdraia improvvisamente sull'erba socchiudendo gli occhi, come se dicesse: "ma lo vedi quanto è bello stare qui?" Allora io lo faccio davvero: mi siedo vicino a lei, qualche volta addirittura mi sdraio anch'io, le racconto sottovoce di quanto è davvero bello il paesaggio, di quanto ha ragione ad amare tutto ciò, anche se si tratta della semplice campagna brianzola, e le accarezzo il pelo morbido e lucido.
Lei chiude gli occhi e io mi sento un po' scemo a star lì sdraiato a parlare con un cane come se fosse la mia morosa, ma poi mi dico che in fondo in fondo ha ragione lei.

giovedì 1 aprile 2010

Corso di obbedienza 6° lezione

Nella foto: Judi e Yvy impegnate in un balletto acrobatico (coreografie di Madre Natura)
Venerdì gli intrepidi eroi erano puntuali al campo di addestramento, anche se il tempo minacciava realmente di scaricare fiumi d'acqua, e i cani erano particolarmente felici. Avevo deciso di portare Judi nonostante il tempo, perché aveva proprio bisogno di muoversi un po' . I lavori recenti alla strada di fronte a casa e le ruspe all'opera l'avevano letteralmente terrorizzata e oggi volevo concederle almeno un'oretta di svago. L'avrei portata anche sotto il diluvio.
E infatti il diluvio è arrivato! Proprio quando siamo arrivati noi.
In pochi minuti il campo era una palude e quindi Pier ci rimanda all'indomani, tempo permettendo. Dopo una mezzora il cielo si apre e i cani possono giocare felici nel fango. Porto a casa Judi che è più simile ad un cocker che ad un maremmano, e mi tocca lavarla a lungo. Dopo un'ora di lavoro la bionda è vaporosa e profumata come una star e si spalma felice sul nuovo tappeto dell'Ikea che abbiamo preso proprio per lei.
La mattina dopo un invitante sole ci attende al campo e, vuoi perché è sabato, vuoi perché c'é bel tempo, ma il clima generale è proprio piacevole: i cani sembrano felicissimi e a noi pare di essere in vacanza. Persino Pierangelo pare più buono!
Agli esercizi classici ci fa aggiungere il comando "resta", che funziona più o meno così: una volta seduto il cane, le si ordina RESTA! e ci si allontana di un passo (UN PASSO, non di più) tenendo il guinzaglio in mano. Il cane deve abituarsi al nostro allontanamento, che sarà graduale, e rimanere fermo in posizione di seduto, tranquillo. Se si sdraia a terra meglio ancora, è segno che è sereno e noi gli anticiperemo il comando "TERRA". Cioè se vediamo che sta per sdraiarsi gli diciamo: "terra!" e lo abituiamo ad associare la posizione col comando. Judi in questo esercizio si comporta in maniera esemplare, non mostra minimamente di soffrire il distacco, se non raramente, e rimane tranquilla seduta. Il suo essere indipendente e autonoma la aiuta. Altri cani, molto più attaccati al padrone, mostrano di soffrire parecchio anche il minimo distacco e Pierangelo ha il suo bel daffare...
Negli altri comandi i miglioramenti sono evidenti, la camminata al piede è sciolta e tranquilla, il "gira" lo esegue quasi senza nessuna azione sul guinzaglio, nel senso che gira da sola senza che io la guidi, nel "seduto" è sempre più frequente vedere Judi che si siede dopo 2/3 comandi, talvolta anche solo al primo, e anche "Alt" ora la vede reattiva ed ubbidiente. Spesso mi guarda mentre eseguiamo gli esercizi e sembra quasi divertirsi anche lei, quasi come uno studente, felice di mostrarsi bravo agli occhi del maestro.
Continuiamo nei nostri esercizi e Pier aggiunge anche il "destra" e "sinistra", che consiste nell'abituare il nostro quadrupede a girare nella direzione annunciata e ribadita con una tirata di guinzaglio. E' piacevole vedere che i cani si muovono ormai come dei perfetti partner.
Dopo più di un'ora di esercizi notiamo tutti che i cani sono stremati, paiono aver fatto la scalata dell'everest, e dopo una breve pausa di gioco rientriamo tutti a casa. Appuntamento a dopo Pasqua, e già so che mi mancherà la lezione di venerdì...


La padrona di casa: Dea, il pastore tedesco di Pier, che non perde mai occasione per ribadire a tutti i presenti la sua superiorità (che nessuno dei cani mette mai in discussione...)



Lillo, il simpaticissimo bassethound.



Tesla, questa la conoscete di già.

domenica 21 marzo 2010

Corso di obbedienza 5° lezione



Un'ape ha deciso di assaggiare questi delicati fiori primaverili, sono le prime avvisaglie di una stagione che si è fatta attendere a lungo.


Gran bella lezione, quella di venerdì scorso. Appena arrivato noto che Judi ormai riconosce benissimo il posto, e nel momento in cui inizio a parcheggiare dà segni di eccitazione crescente: tira come una matta, vuole scendere nel campo, e appena varcato il cancello la devo liberare perchè non sta più nella pelle dalla gioia. Con i presenti è abbastanza sciolta, Ale e Aldo riescono perfino a darle dei bocconcini e ad accarezzarla tranquillamente. Noto anche che più aumenta la sua serenità, più i giochi con gli altri cani diventano intensi. Già Pierangelo mi ha fatto notare che Judi dà chiari segni di voler dominare, anche se non proprio su tutti, almeno su alcuni cani, e perfino con Dea ha tentato, per un paio di microsecondi, di tenerle il fianco. Ovviamente, data la sua storia particolare, giudico assolutamente positivo tutto questo e lo considero un suo lento riappropriarsi del proprio carattere.
La lezione si sviluppa, con il gruppo storico ricompattato, sui contenuti già visti: "piede", "alt", "seduto", e probabiilmente questi saranno i contenuti anche delle prossime lezioni. Anche Lillo, il bassethound, rientrato dopo un'assenza, sembra gradire la compagnia e il clima è sereno.
Poi viene il momento di fare un esercizio sull'attaccamento e lì ci siamo commossi tutti.
Siamo tutti schierati in un'unica fila, e Pierangelo ci spiega come si sarebbe svolto l'esercizio: lui sarebbe venuto da uno di noi, avrebbe preso il guinzaglio mentre noi avremmo dovuto invitare al gioco il cane, cercando di eccitarlo il più possibile, poi avremmo dovuto correre via chiamandolo a gran voce. Pier avrebbe trattenuto il cane mentre noi correvamo via, e il cane avrebbe dovuto tirare molto il guinzaglio. Poi L'addestratore avrebbe lasciato improvvisamente il guinzaglio, mentre noi, accosciati, avremmo chiamato a gran voce la povera bestia. A quel punto, ci dice Pier, il cane dovrebbe venire da voi come un lampo. Il cane infatti teme più di ogni altra cosa l'abbandono da parte del padrone e l'addestratore sfrutta questo per rafforzare ancora di più il legame di attaccamento.
Pronti via!
Parte prima Tesla, Pier la trattiene mentre Ale scappa via chiamandola. Tutti osserviamo in silenzio, perfino i cani sembrano attentissimi. Tesla tira, Pier la lascia e Tesla trotterella allegra dalla sua padrona. Inizia dentro di noi a nascere una profonda tenerezza nel vedere il cane felice che torna dalla padrona, sentire i complimenti, vederlo scodinzolare.
Poi tocca a Judi. Io la invito al gioco, lei mi guarda eccitata. Parto come un razzo e lei si lancia felice dietro di me, ma Pier tiene saldamente il guinzaglio e qui, quando sente di essere tenuta forte dall'istruttore, Judi si blocca. Non guarda più me, abbassa le orecchie e la coda e guarda tristissima Pier che la trattiene. Io continuo a chiamarla, lei si gira verso di me, fa il gesto di muoversi ma poi si ferma ancora a guardare Pier. Mi sta dicendo che non può venire, e nello stesso tempo accetta passivamente di essere trattenuta, senza opporsi. Io insisto a chiamarla, Pier la lascia e Judi si allontana da lui velocemente e viene diretta verso di me, ma la cosa straziante è che lo fa rimanendo girata a guardare Pier, come se avesse paura che questo la rincorresse per prenderla. Io ovviamente la riempio di baci e di coccole, e lei pare rassenerarsi velocemente. Pericolo scampato, penserà!
Poi mentre la coccolo e l'accarezzo guardo gli altri cani come si comportano e sono scene bellissime. Poche immagini sono più belle e intense, per un proprietario di cane, che il vedere un cane che corre come un razzo fra le braccia del proprio padrone che lo chiama. I due pastori tedeschi lo fanno in modo veramente toccante: una freccia lanciata verso il padrone. Anche Mila fa lo stesso verso Aldo e perfino Meghi, che è legata in modo quasi ossessivo al proprio padrone, si lancia decisa. Commovente e tenero è anche Lillo, il bassethound, che trotterella verso il suo padrone, e commovente è anche sapere che quel cane, con le sue gambotte tozze e corte, si sia fatto a piedi da Caserta a Lomagna, dove poi i volontari l'hanno affidato al suo attuale padrone. Incredibile a pensarci.
Simba invece strappa una risata a tutti, perchè una volta liberato, invece di correre dal suo padrone, si lancia felice e spensierato verso gli altri cani, come se fosse stato invitato ad una festa in maschera, lasciando il suo padrone sconsolato in un angolo del campo!
Poi facciamo un secondo tentativo, dove Judi addirittura non tenta neppure di tirare il guinzaglio, si siede e guarda paziente Pier che la trattiene. Sta diventando un po' buddista, come il suo padrone. Infatti appena viene lasciata si dirige tranquillamente verso di me, con sufficienza, come se avesse avuto un piccolo contrattempo che prima le impediva di arrivare. E' incredibile e tenera la sua capacità di lasciarsi fare qualunque cosa senza reagire minimamente.
La lezione si conclude con altre camminate al guinzaglio e con il gioco finale, ma negli occhi di tutti sono impresse le immagini che ci hanno commosso poco prima. Nel silenzio generale vedere la corsa del cane verso il padrone è stato emozionante e, mi si permetta dirlo, quasi... intimo. Nel vedere quell'immagine si percepiva che il rapporto con il proprio cane è qualcosa di profondo, unico. Rapporto che viene costruito in tutti i minuti, le ore che passiamo con lui, in tutte le silenziose passeggiate, in tutte le carezze e l'affetto che ci scambiamo (perchè è reciproco lo scambio), in tutto quel prendersi cura di lui.
Che poi, ne sono sempre più convinto, è anche e soprattutto prendersi cura di NOI.
In quel momento, malgrado tutte le persone che guardavano, i due erano "isolati" da tutti, vivevano un piccolo momento di intimità, di profonda conoscenza reciproca.
E la cosa che commuoveva tanto era proprio l'essere "spettatore" di quell'incontro, più che esserne il diretto protagonista.
Vedere gli altri in quel momento intimo ci permette infatti di capire meglio quello che anche noi viviamo e questo ci commuove.
Se fossi un pittore proverei magari a dipingerlo, quel momento.
Cercherei di comunicare, a chi non vive queste esperienze, che cosa prova un uomo come me quando vede quel meraviglioso e puzzolente ammasso di pelo bianco che da più di 300 metri di distanza si lancia verso di lui in una corsa velocissima, elegante e leggera.
Quell'uomo si ferma, sorride, e cerca di cogliere al volo tutta la bellezza di quell'istante.
Perché sa, l'ha imparato da tempo, che quello è un momento perfetto.

P.S. poi quando si avvicina al cane scopre che si è appena rotolato in qualcosa di realmente disgustoso e vomitevole, e si rompe tutta la magia...